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Quale futuro per l’agricoltura italiana? Intervista al Ministro Maurizio Martina

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Maurizio Martina Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Cosa si può fare combattere per combattere l’Italian Sounding? Che impatto avrà sul nostro Paese la nuova Pac (Politica Agricola Comune)? In cosa consiste il Piano ‘Agricoltura 2.0’? Qual è la politica del governo per il mare e per il settore ittico? In cosa consistono le nuove iniziative ministerialisul tema dell’etichettatura e della tracciabilità degli alimenti? Che spazio c’è per i giovani nel settore agricolo? E che significato ha la crescita impressionante del settore Bio in Italia negli ultimi anni? Abbiamo fatto alcune domande al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina. Vediamo cosa ci ha risposto.

INTERVISTA AL MINISTRO MAURIZIO MARTINA PER UNIVERSOFOOD

1) L’Italian Sounding fa perdere ogni anno all’Italia 60 miliardi di fatturato sui mercati internazionali e 300.000 posti di lavoro in Italia. Per le frodi che avvengono nel nostro Paese esistono gli strumenti legislativi per intervenire, mentre se usciamo dai confini italiani nessuno sembra ancora aver capito se ed eventualmente che cosa si può fare concretamente. Come si sta muovendo il Governo su questo fronte?

Il nostro sistema di verifiche è riconosciuto tra i più efficienti ed efficaci e contribuisce alla grandezza del Made in Italy nel mondo. Nei primi 8 mesi del 2014 sono stati effettuati oltre 60mila controlli e solo l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, nei primi 11 mesi di quest’anno, ha aperto 142 procedure di infrazione in tutta Europa e sul web. Le frodi riguardano alcuni tra i prodotti più rappresentativi del nostro patrimonio agroalimentare come l’Aceto balsamico di Modena non certificato in Francia e in Belgio, il ‘Parmesan’ in polvere in Danimarca e i formaggi prodotti in Lettonia denominati ‘La Grana’ e ‘Asiago’. Proprio in campo europeo, abbiamo già a disposizione alcuni strumenti importanti. Penso alla misura ‘ex officio’, che ci ha permesso di bloccare la vendita di falso olio toscano presso i grandi magazzini inglesi di Harrods. Non è un caso che il prossimo marzo ospiteremo a Lodi il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare. L’obiettivo è rafforzare sempre di più il sistema e recuperare gli spazi che ora sono occupati dai falsi, anche su internet. A tal proposito, voglio ricordare il protocollo che abbiamo siglato con Ebay, con il quale rafforziamo la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’informazione delle produzioni italiane Dop e Igp anche tra i consumatori che si avvalgono della piattaforma internet, favorendo la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità.

2) Tra il 2000 e il 2011 il settore Bio in Italia ha praticamente triplicato il fatturato, e negli ultimi tre anni – in netta controtendenza – è cresciuto ancora. Ritiene che ci possano essere degli ulteriori margini di crescita?

Siamo leader in Europa nel settore, che da solo vale 3 miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati, i consumi nel mercato italiano del biologico sono cresciuti del 17,3% nei primi cinque mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo vuol dire che c’è attenzione per il bio. Nel corso del semestre italiano di Presidenza dell’Ue stiamo affrontando importanti questioni, come appunto la riforma della normativa europea sul biologico. Voglio sottolineare, poi, che nei prossimi sette anni il comparto bio potrà contare su oltre 1,5 miliardi di euro dei Piani di sviluppo rurale della nuova Politica agricola comune. Si tratta di risorse considerevoli che saranno investite per la crescita di questa esperienza e della sostenibilità del modello agricolo che vogliamo portare avanti.

3) La nuova Pac, che regolamenterà l’agricoltura dei Paesi Ue dal 2014 al 2020, ha avuto un iter travagliato, con un lungo percorso di negoziati e road map per cercare di migliorare la posizione dell’Italia. Ad oggi il Governo come giudica complessivamente il nuovo quadro normativo? Ci sono più luci o più ombre per il nostro Paese?

Non è la Pac che avremmo desiderato, tuttavia in questo contesto abbiamo fatto delle scelte non banali per applicarla con senso strategico alle necessità del nostro Paese. Vogliamo aumentare la competitività delle aziende, colmare i gap strutturali, promuovere la sostenibilità nel settore e favorire il ricambio generazionale attraverso le principali misure individuate, vale a dire aiuti accoppiati, pagamenti diretti e incentivi per gli under 40. Un tassello fondamentale: abbiamo stabilito che non riceveranno più pagamenti diretti banche, assicurazioni, società immobiliari e finanziarie. Fino al 2020 abbiamo a disposizione 52 miliardi di euro e per questo è fondamentale il lavoro di coordinamento con le Regioni. Basta sprechi. Dobbiamo spendere bene e nei tempi stabiliti. Stiamo lavorando concretamente per andare incontro alle esigenze delle nostre aziende attraverso azioni di semplificazione e non solo dal punto di vista burocratico. Lo scorso ottobre abbiamo anticipato i pagamenti Pac per un totale di 1,4 miliardi ad oltre un milione di imprese agricole particolarmente colpite dagli effetti dell’embargo russo e dal maltempo. Inoltre, sul fronte europeo, abbiamo raggiunto un importante obiettivo, evitando il taglio di oltre 400 milioni di euro di fondi Pac da parte della Commissione.

4) Semplificazione e innovazione le parole chiave del piano ‘Agricoltura 2.0’. In che cosa consiste?

Mettiamo l’Amministrazione al servizio degli agricoltori. Per compiere un salto di qualità, infatti, abbiamo bisogno di liberare le nostre imprese dai lacci della burocrazia inutile. E lo facciamo attraverso 6 strumenti. In pratica, innoviamo per semplificare. Con la Domanda Pac precompilata, già da marzo 2015 azzeriamo il tempo perso; con l’Anagrafe unica le istituzioni possono condividere le informazioni senza doverle chiedere ogni volta; con la Banca dei Certificati online, poi, si eviteranno le file agli sportelli e per 700mila piccole imprese la domanda Pac si potrà fare con un semplice click. Inoltre, per tutte sarà possibile anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno, invece che a dicembre, per circa 4 miliardi di euro.

5) Negli ultimi anni sono state molte le misure introdotte nel settore ittico per porre un freno al sovrasfruttamento dei nostri mari, dal fermo pesca alla licenza a punti fino alla riforma della PCP entrata in vigore nel 2014. Come si possono conciliare le comprensibili ragioni ecologiche con le esigenze economiche e di competitività degli operatori di settore? E qual è ad oggi la situazione dei mari italiani?

Quando parliamo di politica per il mare, parliamo di una strategia coordinata e integrata per un settore che dà lavoro a oltre 29mila persone, con un fatturato di 404 milioni. Ci sono tre parole chiave nella nostra azione di Governo: sostegno al reddito dei pescatori, innovazione e sostenibilità. Tutto questo lo mettiamo in pratica con un piano specifico per la pesca che abbiamo attivato e attraverso gli oltre 500 milioni di euro di fondi europei che, con il cofinanziamento italiano, raggiungono quota 1 miliardo. Nel ruolo di Presidente di turno del semestre Ue, ho invitato la Commissione europea a promuovere un lavoro concreto di coordinamento con i Paesi rivieraschi e mediterranei per migliorare i rapporti e tutelare le risorse ittiche, correggendo alcune problematiche di competitività che oggi si evidenziano. L’attenzione è alta. Lo scorso ottobre in Sicilia abbiamo organizzato il ‘Blue Day’, vale a dire un evento internazionale durante il quale sono stati trattati temi centrali per il settore, come la crescita sostenibile, l’innovazione e lo sviluppo delle potenzialità ancora inespresse del comparto. Bari, invece, ha ospitato un altro importante evento dedicato all’acquacoltura. Il tutto in vista di Expo Milano 2015, nel corso del quale il mare e le sue risorse rivestiranno un ruolo di protagonisti.

6) Sono sempre di più i giovani che, negli ultimi anni, decidono di iscriversi agli istituti agrari e di intraprendere una carriera nel settore agroalimentare. In che modo il Ministero delle politiche agricole sostiene e incentiva queste scelte?

I giovani sono il nostro futuro e per questo, soprattutto in settori come l’agricoltura, è decisivo il ricambio generazionale. Con ‘Terrevive’ abbiamo sbloccato per la prima volta l’affitto e la vendita di 5.500 ettari di terreni dello Stato, con prelazione agli under 40. Abbiamo inoltre a disposizione gli strumenti di ‘Campolibero’, contenuto nel Dl Competitività, con il quale interveniamo a favore dei giovani attraverso mutui a tasso zero, la detrazione al 19% per l’affitto dei terreni ad under 35 e lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per assunzioni più stabili. Sono previsti tre crediti d’imposta al 40% per investimenti fino a 400mila euro per l’innovazione e le reti d’impresa e fino a 50mila euro per l’e-commerce. Introduciamo, infine, le deduzioni Irap, che possono arrivare fino a 10.500 euro per lavoro a giovani e donne nelle regioni meridionali e diamo una svolta anche dal punto di vista della semplificazione con la creazione del registro unico dei controlli, l’estensione dell’uso della diffida prima delle sanzioni amministrative e la dematerializzazione dei registri.

7) Tra le iniziative del suo Ministero per rilanciare e sostenere il settore agroalimentare, ultima in ordine temporale, c’è quella dedicata all’etichettatura e alla tracciabilità degli alimenti. In che cosa consiste?

Il Made in Italy, la valorizzazione dell’origine dei prodotti, la trasparenza delle informazioni sul cibo e dunque l’etichettatura sono strumenti fondamentali per il patrimonio agroalimentare italiano. Ecco perché abbiamo deciso di dare voce ai cittadini su un tema importante come questo. In pratica, per la prima volta, tutti sono chiamati a esprimere la loro opinione sulla tracciabilità e sull’origine dei prodotti agroalimentari. Fino al 7 gennaio, basta collegarsi al sito www.politicheagricole.it, cliccare sull’apposito banner e rispondere ad 11 semplici domande. Ė necessario fare molta attenzione, però, perché non si tratta di un questionario fine a se stesso, ma di uno strumento di condivisione degli indirizzi politici del nostro Paese su una materia che incide sulla nostra vita quotidiana. I risultati saranno poi utilizzati come supporto e rafforzamento delle scelte che l’Italia farà sul tema dell’etichettatura e che verranno presentate a Bruxelles, in vista dell’attuazione del nuovo Regolamento sull’etichettatura in vigore dal 13 dicembre.

(Luigi Torriani)

 

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