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Cina: sbloccato export agrumi italiani

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Export agrumi: si è concluso il negoziato tra Italia e Cina. Con l’apertura del mercato cinese agli agrumi italiani c’è una nuova opportunità di business per il food Made in Italy in Oriente.

Ad oggi la Cina rappresenta per il settore agroalimentare italiano più un mercato per le importazioni che uno sbocco per l’export: secondo gli ultimi dati diffusi dal Mipaaf nel 2016 l’Italia ha importato dalla Cina prodotti alimentari per 638 milioni (prodotto più importato il concentrato di pomodoro, per 63 milioni), e ha esportato in Cina cibi e bevande per un totale per 391 milioni (prodotto più esportato il vino, per 101 milioni). Ma dopo un calo nel 2016 (-10% rispetto al 2015), l’export agroalimentare italiano in Cina è tornato a crescere nel 2017 (+12% nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), e con l’apertura del mercato cinese all’export agrumi italiani si apre una nuova opportunità.

Il 16 maggio 2017, in un comunicato stampa, il Mipaaf – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – ha reso noto che la Cina ha liberalizzato le importazioni di agrumi italiani, e che le prime spedizioni saranno avviate già a partire dalla prossima campagna commerciale. Il Protocollo d’intesa firmato con il Ministro dell’Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese Han Changfu è un primo passo importante nella direzione di una maggior apertura della Cina ai prodotti agricoli e agroalimentari italiani.

Il ministro Maurizio Martina ha commentato in questi termini la notizia: “la conclusione del negoziato rappresenta un passo in avanti importante per la nostra agrumicoltura, che oggi può approcciare un mercato dal grande potenziale come quello cinese. Sono molto soddisfatto del lavoro diplomatico portato avanti in questi mesi. Il protocollo firmato con le autorità cinesi rafforza la collaborazione strategica nel settore agricolo e si inserisce in un più ampio quadro di relazioni tra i nostri Paesi. La costruzione di una nuova via della seta potrà favorire enormemente gli scambi agroalimentari, sia in termini di prodotti sia in termini di know-how. Da parte nostra continueremo a investire al fianco delle nostre aziende in un mercato che offre interessanti possibilità in termini di crescita e di sviluppo“.