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Export vinicolo: tutti i numeri nell’ultimo anno

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Export vinicolo: i dati pubblicati a marzo 2020 e relativi all’anno 2019 segnalano un quadro di crescita rispetto all’anno precedente.

 

I numeri (elaborazioni dell’Osservatorio Qualivita Wine su base Istat) sono stati diffusi il 13 marzo, in piena emergenza Coronavirus e con prospettive certamente preoccupanti per l’anno 2020. Ma i numeri segnalano, per l’ultimo anno (confronto tra il 2019 e il 2018) un quadro positivo e in crescita. Nel 2019 l’export vinicolo italiano ha toccato in valore quota 6,43 miliardi, con una crescita del 3,1% rispetto al 2018 (e un 7,1% sul 2017). In termini di quantità, cioè a volume, la crescita è ancora più pronunciata (la quantità è cresciuta più del valore perché il prezzo medio dei vini italiani all’estero ha subito una contrazione): nel 2019 sono stati esportati vini Made in Italy per un totale di 2.180.747 tonnellate, dato in crescita del 10,6% rispetto al 2018.

L’Europa assorbe nel complesso il 60,3% dell’export vinicolo italiano, mentre il 31% è assorbito dal mercato americano, il 7,4% dall’Asia, l’1,2% dall’Oceania e lo 0,2% dall’Africa. In Europa i mercati migliori – per i vini italiani – sono: la Germania (1 miliardo e 64 milioni di fatturato nel 2019, con una crescita del 2,5% rispetto al 2018), il Regno Unito (770 milioni di euro fatturati dai vini italiani nel 2019, con un calo però del 5% rispetto al 2018), la Svizzera (381 milioni, +1,6% nel 2019 sul 2018), la Francia (202 milioni, +6,5%), la Svezia (178 milioni, +0,8%), i Paesi Bassi (167 milioni, +8,8%), la Danimarca (140 milioni, -3,2%), il Belgio (133 milioni, -0,2%), l’Austria (106 milioni, +0,2%) e la Norvegia (94 milioni, +1,1%). Al di fuori dell’Europa, invece, i mercati migliori per l’export vinicolo italiano, sono: gli Stati Uniti (primo mercato di sbocco per i nostri vini, con un 1 miliardo e 540 milioni esportati nel 2019 e una crescita del 5,4% rispetto al 2018), il Canada (341 milioni, +2,6%), il Giappone (183 milioni, +13%), la Cina (133 milioni, +5,3%) e la Russia (130 milioni e una grande crescita – pari a un +21,1% – nel 2019 rispetto al 2018).

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