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No al formaggio con il latte in polvere. Raggiunte le 150.000 firme

Hanno firmato in 150.000 la petizione lanciata da Slow Food in difesa della legge 138/74 – che vieta l’utilizzo di latte in polvere nella produzione dei formaggi, una norma italiana che l’Unione Europea vuole abolire.

Con un chilo di latte in polvere, al costo di circa due euro, si possono produrre 15 mozzarelle o 64 vasetti di yogurt, ma si perde il gusto del formaggio che è dato dal latte fresco di un determinato territorio. Un elemento fondamentale alla base della qualità e del successo dei formaggi italiani è il divieto dell’utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito, una norma che vale per tutti i formaggi e non solo per i formaggi Dop (come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano), che devono in ogni caso evitare il latte in polvere perché sono vincolati a un Disciplinare di Produzione. Il divieto del latte in polvere è in vigore solo in Italia, e non negli altri Paesi europei, e risale all’11 aprile 1974 – Legge nazionale n. 138, comma C dell’articolo 1.

Il 28 maggio 2015 la Commissione Ue invia al governo italiano una lettera di messa in mora, contestando la Legge 138 / 1974: per l’Unione Europea il divieto italiano del latte in polvere per produrre yogurt e formaggi contrasta con le pratiche comuni di tutti gli altri Paesi europei ed è considerato un ostacolo alla libera concorrenza e circolazione delle merci. Se il governo italiano non dovesse seguire le direttive Ue la questione passerebbe alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con il rischio di una procedura di infrazione con conseguente multa.

Nel frattempo in Italia è partita una mobilitazione contro il diktat dell’Unione Europea. Una raccolta firme promossa da Slow Food è arrivata a 150.000 adesioni, raccolte attraverso la piattaforma Change.org, nel padiglione Slow Food a Expo, e nell’ambito della rassegna Cheese. Il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pasacale ha consegnato le firme al Ministro Martina, accompagnandole con questa lettera aperta: “Onorevole Ministro, le scrivo la presente perché ho il piacere e il dovere di farmi portavoce di molti consumatori e produttori, italiani ed europei, di prodotti caseari. Un dovere che scaturisce dalle 150 mila firme raccolte dalla petizione che Slow Food ha promosso a tutela della legge 138/74, che proibisce l’uso di latte in polvere nella produzione dei formaggi, e dall’appello che è stato lanciato dai principali produttori di eccellenza del settore caseario a sostengo della stessa in occasione di Cheese 2015. La loro, e quella di Slow Food con essi, è una presa di posizione forte a difesa di una norma, ora messa in discussione dalla Commissione europea, che consente all’Italia di configurarsi come avanguardia nella tutela della qualità dei suoi prodotti e dei consumatori. Questa norma garantisce un intero sistema economico e culturale fondato sull’eccellenza e sulla tipicità delle nostre produzioni. Per questa ragione, signor Ministro, Le consegniamo le firme raccolte, con l’auspicio che possano conferire ulteriore forza all’azione di difesa della legge 138/74 che lei sta promuovendo presso la Commissione europea, evitando che, in nome del libero mercato, venga intaccata una parte importante del patrimonio economico, sociale e culturale del nostro paese. Buon Lavoro! Gaetano Pascale – Presidente Slow Food Italia

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