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Cerca e cavatura del tartufo diventa Patrimonio Unesco

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La “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” diventa Patrimonio Unesco. Un traguardo importante per la tradizione italiana dei tartufi, che viene riconosciuta e tutelata come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

 

Si conclude dunque positivamente un lungo iter che era iniziato nel 2013, quando le associazioni dei tartufai avevano presentato un’istanza in proposito ai Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, che è proseguito nel marzo del 2020, con la presentazione della candidatura ufficiale, e che si è concluso nel modo migliore a dicembre 2021, con l’inserimento della “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” nella lista delle pratiche tutelate dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Secondo l’Unesco la Cerca e cavatura del tartufo in Italia  rappresenta “un patrimonio culturale immateriale di conoscenze e pratiche affinate da costanti osservazioni che poi sono state tramandate oralmente per secoli, con l’affiancamento e la trasmissione orale che caratterizzano la vita rurale di interi gruppi di detentori e praticanti, chiamati ‘tartufai’, con diverse declinazioni in tutti i territori tartufigeni italiani“. In Italia ci sono oggi circa 70mila tartufai con abilitazione professionale, e oltre 200mila tartufai considerando anche i semplici appassionati e le persone non pienamente in regola con le normative, c’è un’Associazione Nazionale Tartufai molto attiva (di recente, per esempio, ha lanciato una nuova app per vendere e acquistare tartufi Made in Italy garantiti e certificati), e ci sono alcune tra le più importanti fiere internazionali di settore, come la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba e come la Fiera del Tartufo di Acqualagna.

 

 

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