Food

I giovani e la pastasciutta. La ricerca Doxa 2016

Qual è il punto dei vista dei Millennials sul piatto per eccellenza della nostra tradizione gastronomica? La ricerca Doxa “Giovani e pasta: ritorno al futuro” racconta come i ragazzi italiani di oggi considerano la pastasciutta.

La ricerca è stata realizzata nel 2016 da Doxa per Aidepi (Associazione delle Industrie del dolce e della pasta italiane) su un campione nazionale rappresentativo di giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni. I risultati dell’indagine confermano che la pasta resta ancora oggi il piatto più amato dagli italiani. Per il 63% dei giovani la pasta è al primo posto tra i cibi “irrinunciabili”, e otto giovani su dieci mangiano la pasta tutti i giorni o quasi tutti i giorni: la media è di 6,5 piatti di pasta a settimana, e il 25% dei giovani fa spesso il bis mangiandola sia a pranzo che a cena. La porzione media è di 96 grammi, ma quasi il 50% dei giovani tende ad arrivare a 100 / 120 grammi. Il 37% degli italiani di età compresa tra i 15 e i 35 anni è in grado di cucinare da sé la pasta (senza farsela preparare da altri) e lo fa spesso. La percentuale è ovviamente più alta tra gli over 30 (48%), ma è significativa anche tra i giovanissimi di età compresa tra i quindici e i vent’anni (29%). Anche se i giovani italiani seguono Bastianich, Cracco e Barbieri a Masterchef, quando si tratta di cucinare la pasta, seguono prevalentemente tre criteri: la tradizione, ovvero le classiche ricette di famiglia già conosciute (31%); l’improvvisazione, ovvero l’arrangiarsi con quello che si trova al momento in frigorifero (21%); la semplicità (19%). Quali sono le ricette preferite? Al primo posto le lasagne e la pasta al forno (22%), al secondo posto la carbonara (18%), al terzo posto gli spaghetti alle vongole (12%), al quarto la pasta al sugo pomodoro e basilico (12%), al quinto posto le tagliatelle al ragù (11%).

E guardando al futuro? Per il 42% dei giovani la pasta continuerà ad essere e deve continuare ad essere come è oggi, ma c’è anche chi è aperto all’innovazione: l’8% prevede e vorrebbe la possibilità in futuro di farsi la pasta a casa con una stampante 3D, l’8% la vorrebbe sempre già pronta da scaldare al microonde, e il 12% vorrebbe una app per ordinare comodamente la pasta e riceverla a casa in qualunque momento.

Secondo Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani, la ricerca Doxa su I giovani e la pasta “è la riconferma che la pasta è il cibo più amato, a tutte le età. E pensare che qualcuno aveva ipotizzato un allontanamento di questa generazione da penne e spaghetti, magari per rincorrere suggestioni più esotiche e globali delle cosiddette ‘cucine del mondo’. Niente di più falso. I giovani italiani la mangiano, la postano su Facebook, la commentano su Twitter, la fotografano e ne parlano fra loro… La pasta rappresenta il valore aggiunto della dieta mediterranea, a cui gli italiani non vogliono rinunciare, è il piatto simbolo del Made in Italy nel mondo ed è così amata soprattutto per la sua convivialità e versatilità, grazie alla capacità di abbinarsi a tanti ingredienti, stili di vita e occasioni di consumo diversi”.

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