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Export vinicolo nel primo semestre 2021. I dati

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Export vinicolo nel primo semestre 2021: i dati sono molto buoni, e segnalano una forte crescita rispetto ai primi sei mesi del 2020 e un ritorno alla situazione pre-Covid.

 

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia si siano fatte sentire pesantemente – sulle persone e sulle aziende – anche nella prima metà del 2021, per quanto riguarda l’export dei vini, e soprattutto grazie a un grande balzo nei mesi di maggio e giugno, i numeri sono assolutamente incoraggianti, e consentono ragionevolmente di ipotizzare – anche grazie al miglioramento del quadro per via della diffusione delle vaccinazioni – un 2021 da record (la stima dell’Uiv per l’intero 2021 parla di oltre 7 miliardi di euro di export vinicolo italiano). I dati pubblicati a settembre dall’Unione Italiana Vini – Uiv (elaborazioni Uiv su dati Istat), dati relativi ai primi sei mesi dell’anno, segnalano infatti un aumento delle esportazioni di vini italiani – rispetto al primo semestre del 2020 – del 16% in valore e del 6% in quantità, per un totale di 3,3 miliardi di euro e oltre 10 milioni di ettolitri, numeri superiori anche ai primi semestri degli ultimi anni pre-Covid (2015-2018).

Notevoli sono le performance degli spumanti, con un +26% nelle esportazioni del primo semestre del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, per un totale di 780 milioni di euro, e con numeri molto importanti negli Stati Uniti (+75% rispetto alla media 2015 – 2018), mentre i vini frizzanti mettono a segno un +3% nell’export a valore, per un totale di oltre 200 milioni. Per i vini fermi confezionati la crescita dell’export rispetto al primo semestre del 2020 è del 16%, con numeri particolarmente interessanti per i vini rossi a denominazione (+23%), e con percentuali di crescita significative negli Stati Uniti (+12% rispetto alla media pre-pandemia 2015 – 2018), in Germania (+18%) e in Canada (+19%). Si registra un calo soltanto per i bag-in-box (-7% nell’export nel primo semestre 2021 rispetto ai primi sei mesi del 2020), che erano andati bene nei periodi di lockdown e di chiusura dei bar e ristoranti, e per i vini sfusi.

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