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Parmesan. Parmigiano Reggiano vince contro Campbell’s

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Parmesan: Parmigiano Reggiano vince contro Campbell’s, mettendo a segno un colpo importante nella lotta all’Italian Sounding e al falso Made in Italy.

 

Il Consorzio Parmigiano Reggiano – avvalendosi del supporto dello studio legale Shepherd, Finkelman, Miller & Shah, LLP – ha chiesto alla celebre multinazionale statunitense Campbell’s (famosa tra l’altro per i barattoli di zuppa ritratti da Andy Warhol) di rimuovere qualsiasi immagine che potesse richiamare ingannevolmente il vero Parmigiano Reggiano dal packaging dei propri prodotti, e in particolare dalle confezioni della linea di sughi e salse “Prego”, che ha grande successo negli Stati Uniti ma che contiene tra gli ingredienti non il Parmigiano Reggiano Dop ma una sua imitazione locale, ovvero una delle tante varianti del cosiddetto “Parmesan”. La multinazionale Usa ha accettato – prima ancora di approdare in tribunale – le richieste del Consorzio, rimuovendo dunque le immagini incriminate dai propri prodotti.

Il Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, ha commentato in questi termini la vittoria contro il colosso americano (la Campbell’s vanta 8 miliardi di fatturato annui…): “il Consorzio Parmigiano Reggiano è attento e pronto a combattere ogni frode. Il successo contro Campbell’s alimenta la nostra fiducia nella battaglia per la tutela che stiamo conducendo da decenni, prima in Europa e ora nel Mondo. Se una multinazionale come Campbell usa le immagini del Parmigiano Reggiano su un prodotto contenente parmesan, questa è la prova evidente che per i consumatori di Campbell il nome ‘parmesan’ non è generico, e viene legato alla Dop Parmigiano Reggiano”.

Mentre il Direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, ha spiegato:La contestazione ha riguardato una salsa al formaggio Campbell’s simile alla nostra cacio e pepe e che negli Usa sta avendo molto successo. Dal nostro punto di vista questa decisione è importante perché chiarisce che il sistema Usa incentrato sulla tutela dei marchi registrati (e la nostra Dop lo è negli Usa), funziona. È un successo importante perché ottenuto in sede extragiudiziale, quindi prima di arrivare in tribunale, e perché l’aver riportato sulle etichette una foto del Parmigiano Reggiano e non quella di un altro prodotto (va ricordato che la scelta non è casuale, considerati il peso del marketing nelle politiche di multinazionali con fatturati miliardari) equivale a una dichiarazione di ‘non genericità’ del Parmigiano Dop. Una vittoria del genere per noi vale più di una riuscita azione promozionale internazionale. E a questo proposito chiedo: perché non prevedere tra gli aiuti ai prodotti Dop anche una copertura delle spese legali all’estero?“.

 

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