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Florovivaismo esentato dai divieti per il Coronavirus

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Florovivaismo: il comparto – ha chiarito il Mipaaf – è da considerarsi totalmente equiparabile al mondo agricolo, e viene quindi del tutto esentato dai divieti legati all’emergenza Coronavirus.

 

Il chiarimento definitivo, dopo dubbi ed equivoci che si erano diffusi negli ultimi giorni, è arrivato ufficialmente il 27 marzo con una dichiarazione da parte del ministro Teresa Bellanova, la quale ha spiegato che il comparto florovivaistico è da considerarsi a tutti gli effetti “un’attività agricola”, e dunque può proseguire, non va incontro a uno stop ed è esentato dai divieti imposti dal Governo Conte per frenare l’emergenza Coronavirus. Continuano dunque regolarmente in Italia la coltivazione, produzione, commercializzazione e vendita all’ingrosso e al dettaglio di fiori, piante, semi e fertilizzanti.

Queste le parole del Ministro Teresa Bellanova:il grido di allarme che si è levato dal settore florovivaistico non è rimasto inascoltato: semi, piante, piante da frutto, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti potranno essere prodotti, trasportati e commercializzati. I negozi per la vendita resteranno aperti dovunque e non solo nella Grande distribuzione“.

Grande soddisfazione per questa decisione è stata espressa dalle maggiori organizzazioni agricole italiane, come Coldiretti, Agrinsieme e Cia. In una nota la Coldiretti ha spiegato:si tratta di una notizia molto importante, perché senza fiori e piante sarebbero a rischio 27mila imprese, 100mila addetti e 2,5 miliardi di fatturato. Il comparto del florovivaismo si trova peraltro già ora in gravissime difficoltà, a causa del divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali, e per via delle difficoltà nelle esportazioni. In ambito florovivaistico l’Italia ha svolto fino ad oggi un ruolo di leader nel mondo, con spedizioni che nel 2019 hanno raggiunto in valore ben 904 milioni di euro (di piante, fiori e fronde), con un export indirizzato soprattutto in Francia (188 milioni di euro), in Germania (159 milioni di euro) e in Olanda (153 milioni di euro)“.

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