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Cibo nei media italiani, il Rapporto 2020

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Cibo nei media italiani: è stato pubblicato a febbraio 2020 il nuovo Rapporto curato da L’eco della Stampa sul tema “Il cibo sui media italiani”.

 

Il Rapporto, presentato a Torino nell’ambito della nuova edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, con il commento di Guia Beatrice Pirotti (docente alla Bocconi e coordinatore del Master of Management in Food & Beverage), segnala diversi dati interessanti, relativi al mondo del food& beverage su web, carta stampata, tv e radio nello scorso anno, e indica chiaramente un dato di fondo: di cibo sui media italiani si parla tantissimo. Nel 2019 i media italiani si sono occupati 1.373.312 volte dell’argomento “cibo”: 729.357 sul web, 524.488 sulla carta stampata (giornali e riviste), 88.555 in radio e 30.912 volte in televisione. Per quanto riguarda tv e radio l’andamento nei vari mesi dell’anno è stato sostanzialmente costante, mentre sul web e sulla carta stampata c’è un picco nel mese di ottobre del 2019, legato sia alla pubblicazione del Rapporto Unicef 2019 su “Bambini, cibo e nutrizione” sia alla mostra a Forlì di Steve McCurry, di cui si è molto parlato.

Il 13,5% dell’informazione legata al Made in Italy, nel 2019 ha riguardato il cibo, e ci sono state oltre 90mila pubblicazioni riguardanti vini Doc, oltre 62mila su prodotti alimentari Dop, più di 36mila sulle Igp e oltre 27mila sui vini Docg. E quali sono gli chef più citati? Ai primi posti troviamo – nell’ordine: Gordon Ramsay, Alessandro Borghese, Joe Bastianich, Bruno Barbieri, Chef Rubio, Antonino Cannavacciuolo, Anthony Bourdain e Mauro Colagreco.

Alessandro Cederle, direttore de L’Eco della Stampa (che ha curato il Rapporto 2020 sul cibo nei media italiani) ha commentato in questi termini il quadro: “in Italia sul cibo c’è una vera e propria bulimia informativa. I dati emersi da altre nostre ricerche, confrontate con questo nuovo report, ci dicono che si parla molto più di cibo che di politica, anche considerando un periodo come quello delle elezioni europee tenutesi nel 2019. Va registrato, però, che al grande attivismo dei media del Nord fa riscontro la minore attenzione nel Centro e nel Sud Italia“.

Guia Beatrice Pirotti (docente alla Bocconi e coordinatore del Master of Management in Food & Beverage) ha spiegato in questi termini l’evoluzione della comunicazione in ambito food, così come emerge dal Rapporto 2020 sul cibo nei media italiani: “un primo aspetto socialmente interessante è che il cibo oggi si vive, diventa esperienza, fa parte della vita di tutti i giorni, non più come consumo semplicemente funzionale ma anche e soprattutto come bene esperienziale, in grado di aggregare le persone. E si ha una compartecipazione sempre più vissuta tra utente finale e aziende, fino alla co-creazione di cibi e bevande. Il consumatore vuole dire la sua, non sta più solo a guardare cosa fanno le aziende del food&beverage. Sempre di più vuole esprimere un parere, essere coinvolto già nella fase di ideazione del prodotto. Diventa consum-attore, e le aziende utilizzano i social o le community online per promuovere nuove idee e nuovi prodotti ascoltando quello che il consumatore dice“.

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