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Stop alla plastica monouso. Cosa cambia nel settore alimentare

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Stop alla plastica monouso: che cosa cambia nel settore alimentare dopo l’approvazione della direttiva Ue che per ragioni ecologiche introduce misure sempre più stringenti per la riduzione della plastica.

 

La direttiva che introduce uno stop alla plastica monouso, approvata dal Parlamento europeo il 27 marzo 2019 con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti, prevede una serie di misure che avranno un forte impatto sul settore alimentare e sulle abitudini a tavola. Innanzitutto è previsto il divieto – a partire dal 2021 – di produrre e vendere articoli in plastica monouso come piatti, bicchieri, posate, cannucce e miscelatori per bevande che vengono comunemente utilizzati per mangiare e per bere. Nel caso dei prodotti in plastica per i quali non esistono semplici alternative (nella categoria vengono inclusi anche le scatole monouso per panini e hamburger e i contenitori alimentari per frutta, verdura, dessert e gelati) gli Stati membri dell’Unione Europea hanno comunque l’obbligo entro il 2025 di arrivare a un riduzione del 25% nei consumi. Nel caso delle bottiglie di plastica per acqua e bevande è previsto – entro il 2029 – l’obiettivo di una raccolta differenziata e specifica e di un riciclaggio del 90% (77% entro il 2025), e ogni bottiglia di plastica dovrà contenere almeno il 25% di materiale riciclato entro il 2025 e almeno il 30% entro il 2030. Inoltre – a partire dal 2024 – entra in vigore l’obbligo di avere il tappo attaccato alla bottiglia, per evitare che si disperda con facilità nell’ambiente, ed è raccomandata una riduzione del 50% dei rifiuti da tabacco (specie i filtri delle sigarette) entro il 2025 (riduzione dell’80% entro il 2030), e una riduzione del 50% (entro il 2025) degli attrezzi da pesca smarriti o abbandonati, che oggi costituiscono il 27% dei rifiuti sulle spiagge europee. I produttori di tabacco e i produttori di attrezzi da pesca dovranno contribuire economicamente allo raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Gli Stati Ue, infine, dovranno implementare dei piani marketing nazionali per incoraggiare le persone al riutilizzo, al riciclo e al ricorso a prodotti adatti per un uso multiplo, e dovranno prevedere l’obbligo di introdurre informazioni sull’impatto ambientale nelle etichette delle sigarette, dei tovaglioli sanitari e delle salviette umidificate che vengono spesso utilizzate prima o dopo i pasti.

La direttiva Ue che impone uno stop alla plastica monouso è stata salutata con favore da tutte le associazioni ambientaliste, e il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha commentato in questi termini le nuove regole europee: “il voto da parte dell’Europarlamento è un passo importante nella lotta all’inquinamento da plastica non gestita correttamente, plastica che finisce nei nostri mari, fiumi e laghi. Soprattutto, si invia un forte messaggio ai governi nazionali: bisogna essere ambiziosi e celeri, a partire dall’Italia, che deve giocare un ruolo da protagonista“.

 

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