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Premio Nonino 2018. I vincitori

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Premio Nonino 2018: sono stati assegnati i riconoscimenti dell’edizione numero 43 dello storico concorso culturale organizzato dall’omonima grande azienda italiana produttrice di grappe.

Le distillerie friulane Nonino nascono nel 1897, e rivoluzionano il sistema di produzione e presentazione della grappa nel 1973, anno in cui viene creata la grappa di singolo vitigno (il Monovitigno® Nonino) distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit, strada poi seguita dalla maggior parte delle distillerie in Italia e nel mondo. Due anni dopo – nel 1975 – nasce il Premio Nonino, concorso culturale nato con lo scopo di valorizzare i temi e le tradizioni della civiltà contadina e cresciuto negli anni fino a diventare uno degli appuntamenti culturali più importanti a livello internazionale.

Al Premio Nonino 2018 la giuria, presieduta da V.S. Naipaul (scrittore premio Nobel per la Letteratura 2001) ha avuto questa composizione: Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Edgar Morin, Ermanno Olmi.

 

PREMIO NONINO 2018 – I VINCITORI

 

1. Premio Nonino 2018 Risit d’Aur Barbatella d’Oro

Vincitore: P(OUR)

Chi è? – P(our) è un progetto internazionale fondato nel 2016 da Alex Kratena, Ryan Chetiyawardana, Jim Meehan, Simone Caporale, Monica Berg, Joerg Meyer e Xavier Padovani, che si pone l’obiettivo di creare una comunità globale di bartender, baristi, sommelier, birrai, distillatori e produttori di vino.

Motivazione del premio: Nel nome, unione delle parole OUR e PURE, cioè nostro e puro, si sottolinea la missione del gruppo, che ricerca la “purezza” del prodotto, non contaminato, e del “nostro” inteso come passato condiviso in ogni angolo della terra. Tre sono i paradigmi imprescindibili di P(our): conoscenza, sostenibilità e crescita. Alex Kratena, Ryan Chetiyawardana, Jim Meehan, Simone Caporale, Monica Berg, Joerg Meyer e Xavier Padovani sono i giovani bartender che si sono lanciati nella non facile impresa di rilanciare i valori fondanti di ogni società, gli stessi alla base del Premio Nonino. Il loro progetto più significativo è PourProject Progetto Amazzonia, ideato per salvare l’Ajè Negro, una salsa fermentata di manioca amara, frutto di una cultura millenaria preparata dalle tribù indigene della Foresta fluviale amazzonica. Esploratori del passato, immersi nel presente e proiettati nel futuro, ogni anno, organizzano il Symposium, un incontro internazionale per affrontare e approfondire temi fondamentali della società, come la questione del Gender, anche nel settore della bartender community.

 

2. Premio Internazionale Nonino 2018

Vincitore: ISMAIL KADARE

Chi è? – Nato nel 1936, ad Argirocastro, Ismail Kadare è il più celebre poeta e romanziere albanese. Vive a Parigi. La casa editrice La Nave di Teseo, grazie a un accordo con l’agente Andrew Wylie, ha acquisito i diritti di traduzione sia dell’opera più recente di Ismail Kadare sia del suo catalogo, con l’impegno di ritradurla a partire dalla lingua originaria dello scrittore, l’albanese. In uscita a fine gennaio 2018 è il racconto “La provocazione”.

Motivazione del premio: Poeta, romanziere, autore di saggi e sceneggiatore nato in Albania. Aedo innamorato e critico del suo popolo, tra realtà storiche e leggende, che rievocano grandezze e tragedie del passato balcanico e ottomano, ha creato grandi narrazioni. Esule a Parigi dal tempo della dittatura “per non offrire i suoi servigi alla tirannide”, ha rifiutato il silenzio, che è la metà del male, immergendo spesso il suo raccontare in mondi immaginari, divenendo testimone degli orrori perpetrati dal totalitarismo e dai suoi inquisitori. Ha fatto della tolleranza religiosa uno dei cardini della sua opera.

 

3. Premio Nonino 2018 a un Maestro del nostro tempo

Vincitore: GIORGIO AGAMBEN

Chi è? – Giorgio Agamben (1942) è un filosofo e saggista italiano. I suoi libri sono tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, francese, turco, arabo, portoghese, russo, norvegese, svedese, olandese, sloveno, croato, rumeno, cinese, giapponese e coreano.

Motivazione del premio: Le sue indagini, sempre in cerca delle fonti, spaziano dal linguaggio alla metafisica e dall’estetica all’etica. Giorgio Agamben si definisce un epigono, considerate le sue intense esperienze con il fiorire del libero pensiero; costruisce sull’esempio di Michel Foucault, delle sue idee e intuizioni, una biopolitica e crea il concetto dell’Homo Sacer, un essere umano la cui vita è sacra, il che significa che può essere ucciso ma non sacrificato; traccia un’evoluzione, da un uomo antico che “poteva” a un uomo moderno che “vuole” e si pone al di sopra sia delle leggi umane sia di quelle divine, aprendo la strada a un’età di olocausti. Secondo Agamben per rendersi visibili le società devono lottare fra due opposti principi: quello dei diritti legali e quello dell’anomia. Agamben spesso traduce la sua filosofia in pura poesia immersa nella natura; ascoltate la sua mirabile descrizione tratta dal suo ultimo libro, Autoritratto nello studio: “L’erba è Dio. Nell’erba – in Dio – sono tutti coloro che ho amato. Per l’erba e nell’erba e come l’erba ho vissuto e vivrò”.

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