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Riso. Che cosa significa l’indicazione ‘classico’ in etichetta

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Riso classico: con la riforma del mercato interno del riso viene fatta chiarezza sull’uso della dicitura “classico” in etichetta, valorizzando le produzioni 100% Made in Italy.

Abbiamo già parlato qui su Universofood della riforma del mercato interno del riso e del nuovo sistema di etichettatura per grano, riso e pasta, con l’obbligo di indicazioni d’origine più ampie e più trasparenti. L’adeguamento alla riforma del mercato interno del riso deve avvenire entro il 7 dicembre 2017, mentre il nuovo sistema di etichettatura è obbligatorio a partire dal 16 febbraio 2018.

Un punto specifico molto importante della riforma è la regolamentazione dell’uso del termine “classico” (“riso classico”) sulle etichette del riso. Il termine può ora essere utilizzato esclusivamente quando la confezione contiene riso al 100% italiano delle varietà tradizionali che hanno fatto la storia della risicoltura italiana: Carnaroli, Arborio, Roma, Baldo, Ribe, Vialone  Nano, S.Andrea.

Si tratta dunque di un passo avanti per valorizzare le produzioni Made in Italy. L’Italia è il primo produttore europeo di riso (con una superficie coltivata di 237mila ettari e una filiera che complessivamente dà lavoro a oltre 10mila persone), ma le importazioni crescenti dall’Asia (in particolare da India, Pakistan, Thailandia, Cambogia e Birmania) stanno mettendo a dura prova il comparto.

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