Beverage

Testo Unico del vino. Che cos’è e che cosa cambia per il settore vinicolo italiano

Il 28 novembre 2016 è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il Testo Unico del vino, la nuova normativa per regolamentare il settore in Italia.

Dopo due anni di lavoro il Testo Unico del vino è legge. Il testo è stato definitivamente approvato dalla Camera il 28 novembre, dopo l’introduzione di alcuni emendamenti da parte della Commissione Agricoltura del Senato. Per la prima volta in Italia c’è una normativa di riferimento unica e un quadro legislativo sintetico e unitario per il settore vitivinicolo, che secondo alcune stime (fonte: Il Sole 24Ore) è arrivato a “vantare” in Italia un totale di oltre 4mila pagine di leggi e provvedimenti. Una mole impressionante di norme e regolamenti che il Testo Unico riassume in 90 articoli che disciplinano la produzione e la commercializzazione del vino in Italia.

Il primo scopo del Testo Unico del vino è dunque la semplificazione, e secondo la Coldiretti la nuova legge permette di tagliare di circa il 50% il tempo dedicato alle pratiche burocratiche dagli operatori del settore vitivinicolo. Ma nel Testo Unico del vino ci sono anche altre novità, e in particolare: viene istituito un Registro unico dei controlli – Ruci (registro unico dei controlli ispettivi) – che contiene tutte le informazioni sul settore vinicolo e in cui confluiscono tutti i controlli sulle aziende del settore; viene estesa anche al settore vinicolo la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso (possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale con una riduzione di interessi e sanzioni); maggior tutela per i vigneti storici e incentivi per la salvaguardia e il recupero di vigneti situati in zone a rischio di dissesto idrogeologico o in aree di particolare pregio paesaggistico; nuove regole sulle etichette, con maggiori informazioni per i consumatori.

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