Beverage

Energy Drink. La Ue boccia le indicazioni nutrizionali in etichetta

Il Parlamento Europeo ha bocciato un progetto di regolamento della Commissione Ue, che proponeva di introdurre sulle lattine degli energy drink delle indicazioni nutrizionali che sottolineassero gli effetti benefici delle bevande energetiche.

L’idea della Commissione Ue era quella di consentire alle aziende produttrici di energy drink di indicare in etichetta la capacità delle bibite energizzanti di “aumentare l’attenzione e la concentrazione”, legata al loro elevato contenuto di caffeina. Il 7 luglio 2016 il Parlamento Europeo ha bocciato la proposta. Secondo il Parlamento Europeo le indicazioni nutrizionali nella forma di “indicazioni sulla salute” sono lecite solo quando c’è un rapporto chiaro tra un alimento (o uno dei suoi componenti) e la salute umana, e l’indicazione non contiene nulla di “falso, ambiguo, contraddittorio o fuorviante”.

Nel caso in questione l’indicazione non è in assoluto “falsa” perché gli energy drink, dato il loro contenuto in caffeina, possono effettivamente “aumentare l’attenzione e la concentrazione”, ma è da considerarsi “ambiguo e fuorviante” perché gli energy drink contengono molta caffeina (fino a 80 mg in una lattina da 250 ml), possono contenere anche altre sostanze eccitanti (come taurina, guaranà e ginseng), e contengono molto zucchero (fino a 27 grammi in una lattina da 250 ml). L’unione combinata di questi ingredienti – in queste quantità – è complessivamente dannosa per la salute e porta facilmente a un superamento delle dosi massime giornaliere raccomandate dall’Oms di caffeina e di zucchero. Ed è assolutamente non raccomandabile per i bambini e gli adolescenti. Secondo i dati forniti dalla Commissione Ue in Europa il 68% degli adolescenti e il 18% dei bambini consuma regolarmente energy drink, e il 25% degli adolescenti che consumano bevande energetiche ne bevono fino a tre o più lattine di seguito, e nell’ambito dell’Oms “le bevande energetiche sono state associate a cefalea, disturbi del sonno e problemi comportamentali nei bambini e adolescenti che ne fanno regolarmente uso”. Il codice deontologico volontario dell’industria delle bevande energetiche prevede già che ci si astenga dal venderle ai bambini di età inferiore ai 12 anni, ma secondo la Commissione Ue “nella pratica, è difficile controllare che le bevande energetiche recanti le indicazioni proposte non siano vendute ai bambini, indipendentemente dal fatto che siano destinate ai bambini o agli adolescenti, rendendo così inefficaci le condizioni d’uso allegate alle indicazioni proposte; e in ogni caso nessuna legge impedisce la vendita di tali bevande agli adolescenti”. Secondo la Commissione Ue, dunque, è inopportuna qualsiasi indicazione in etichetta sui benefici degli energy drink, e la Commissione invita anzi tutti gli Stati membri “a valutare la possibilità di introdurre norme sulla vendita di bevande con elevato tenore di caffeina o alimenti con caffeina aggiunta ai bambini e agli adolescenti”.

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