Beverage

Alcolici. Crollo dei consumi in Italia negli ultimi cinque anni

Secondo i dati NielsenFedervini nel quinquennio 2011-2015 c’è stato un crollo nelle vendite di alcolici in Italia, con quasi due milioni di consumatori in meno.

Nel comparto su cui in Italia grava la tassazione più alta – quello degli alcolici – i consumi interni sono in caduta libera. Secondo uno studio condotto da Nielsen per Federvini e pubblicato a maggio 2016, negli ultimi cinque anni quasi due milioni di italiani hanno abbandonato o ridotto il consumo di alcolici. La ricerca, basata su un campione rappresentativo di 9.000 famiglie, riguarda il quinquennio 2011-2015. Cinque anni nei quali 1,8 milioni di italiani hanno abbandonato o ridotto significativamente il consumo di alcolici, e tra coloro che continuano a consumare regolarmente alcolici (ad oggi sono 32,2 milioni di italiani) la frequenza di consumo è scesa in media da 4 a 3,6 volte alla settimana.

Guardando nel dettaglio i dati relativi alle diverse bevande alcoliche scopriamo che la flessione più rilevante riguarda i liquori (che negli ultimi cinque anni calano del 30% nei consumi sul mercato interno italiano), i cocktail alcolici (-31% negli ultimi cinque anni) e i distillati (-17%). Ad affossare le vendite di liquori e distillati sono soprattutto le donne tra i 25 e i 44 anni e le giovani famiglie. I consumi di vino – che rimane il prodotto alcolico più diffuso in Italia – scendono del 5% (tra il 2011 e il 2015), mentre restano sostanzialmente stabili (non aumentano e non diminuiscono) i consumi di champagne, spumante e prosecco, aperitivi alcolici e birra.

Questo il commento del presidente di Federvini Sandro Boscaini: “le istituzioni ci aiutino. Occorre ridare dignità al mercato interno e ai consumi domestici e riconoscere alle produzioni di vini, di spiriti e di aceti un ruolo strategico nell’economia nazionale. È un gesto doveroso nei confronti dei nostri consumatori, cui la crisi economica degli ultimi anni ha imposto di rivedere totalmente i criteri di spesa, ma lo è anche nei confronti dei milioni di turisti che ogni anno visitano l’Italia e per tutti coloro che guardano al nostro stile di vita”. Secondo la ricercatrice di Nielsen Tiziana Fumagalli i produttori italiani di vino e alcolici – per recuperare terreno – dovrebbero innanzitutto lavorare di più e meglio sul fronte del web marketing e dell’e-commerce: “internet per il comparto è ancora uno spazio da guadagnare, nonostante sia fondamentale anche nella fase di pre-acquisto, quando il 60% degli enonauti vi raccoglie informazioni. Il giro d’affari che internet muove sul largo consumo in Italia è ancora su valori di nicchia, uno spazio bianco, ma è questo il futuro”.

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