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Ristoranti. La Francia rende obbligatoria la Doggy Bag antispreco

Dal primo gennaio 2016 è scattato l’obbligo per i grandi ristoranti francesi di mettere a disposizione dei clienti la Doggy Bag, il box o sacchetto in cui riporre gli eventuali avanzi del pasto per portarli a casa ed evitare che vadano sprecati. Una pratica ancora poco diffusa in Italia.

La normativa francese, entrata in vigore il primo gennaio 2016, riguarda i ristoranti con più di 180 coperti, che hanno l’obbligo di fornire a tutti i clienti che non hanno ultimato il pasto una Doggy Bag – un sacchetto o box – per portare gli avanzi a casa. L’iniziativa del governo francese ha lo scopo di minimizzare gli sprechi alimentari, in un Paese che ogni anno spreca cibo per un totale di circa un milione di tonnellate.

La prassi antispreco della Doggy Bag è molto diffusa negli Stati Uniti, e la stessa Michelle Obama anni fa chiese la Doggy Bag nel ristorante “I maccheroni” di Roma per non sprecare gli avanzi della cena. In Europa invece c’è ancora una sorta di “blocco culturale” nei confronti del box antisprechi, e da un’indagine Coldiretti / Ixè risulta che il 25% degli italiani non chiede mai la Doggy Bag perché “non è educato, è volgare, è da poveracci o mi vergogno”, il 15% non la chiede perché “non saprei cosa farmene”, il 28% non lascia mai avanzi al ristorante e soltanto il 12% richiede la Doggy Bag “raramente” e il 20% “sempre, spesso o talvolta”. Secondo la Coldiretti la pratica antisprechi “non ha ancora contagiato l’Italia, dove permangono molte resistenze, anche se in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. La fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti rende disponibile attraverso la propria rete di vendita di mercati, fattorie ed agriturismi l’agribag, che è stata presentata ad Expo2015. Un’opportunità per ottimizzare la spesa ma anche per ridurre gli sprechi alimentari secondo l’obiettivo fissato anche dalla carta di Milano, che, dopo essere stata firmata da cittadini e leader mondiali ad Expo, è stata presentata alle Nazioni Unite”.

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