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Renzi: stop all’Imu agricola e all’Irap da gennaio 2016

L’annuncio di Matteo Renzi è arrivato il 15 settembre nell’ambito di Expo, in occasione della Giornata italiana dell’Agricoltura, davanti a oltre 30.000 agricoltori della Coldiretti: il governo si impegna a cancellare l’Imu agricola e l’Irap per le imprese agricole a partire dal primo gennaio 2016.

Queste le parole di Renzi: “il prossimo anno l’Imu agricola sarà cancellata: dal primo gennaio 2016 non si pagherà più. E anche sull’Irap agricola avete ragione: dal prossimo anno non si pagherà più. Abbiamo trovato le coperture ieri, sarà in legge di stabilità”. L’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli riguarderebbe (dati Coldiretti) circa 3 milioni e 175mila italiani nei soli comuni di pianura, per un totale di imposta di 550 milioni di euro, e inoltre andrebbe ad alleggerire la pressione fiscale sui contribuenti che possiedono terreni agricoli in zone montane e collinari, per un totale di 260 milioni di euro. Nel complesso dunque l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli dovrebbe costare a Renzi 810 milioni di euro. Mentre l’abrogazione dell’Irap per le imprese agricole riguarderebbe oltre 400.000 imprese (il 10% di tutti i contribuenti Irap), per un ammontare di imposta pari a circa 200 milioni di euro annui. L’abbassamento della pressione fiscale sul settore agricolo annunciato da Renzi significherebbe dunque oltre un miliardo di tasse all’anno in meno per l’agricoltura italiana. Si vedrà a gennaio 2016 se le promesse sono state mantenute.

Nel suo intervento a Expo Renzi ha poi aggiunto: “l’agricoltura non è il passato, ma il futuro dell’Italia, e la Coldiretti, con lo slogan ‘Forza Amica del Paese’ si pone nella posizione giusta nei confronti dell’Italia, il nostro Paese cui dobbiamo volere bene. Possiamo criticare politici, partiti, ma dobbiamo smettere di sputare sul nostro Paese. Ai tavoli all’estero spesso sembra ‘figo’ parlare male dell’Italia, invece dobbiamo riconoscere e valorizzare la bellezza di un Paese che è leader nel mondo per fascino e qualità delle produzioni. Di fronte ad una richiesta di prodotti alimentari italiani per 90 miliardi di Euro, il settore agroalimentare italiano riesce ad esportare 35 miliardi. Vuol dire che c’è un problema di comunicazione, come dimostra anche il fatto che il nostro vino esporta 5,5 miliardi di euro, solo la metà di quello francese che esporta 11 miliardi. Il Governo in questa direzione, con la legge di stabilità, ha stanziato nel 2015 fondi per l’export che hanno fatto crescere le esportazioni negli Stati Uniti più del doppio dell’export nell’eurozona. Le televisioni raccontino la bellezza del settore agricolo, che non è più un mestiere di serie B, ma che rappresenta un pezzo di identità di questo Paese. Come ha fatto la Coldiretti, bisogna passare dal mugugno alla proposta: è questo ciò che io chiedo a tutti i corpi intermedi”.

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