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Cina. Export alimentare italiano cresciuto del 300%

Dall’inizio della Crisi ad oggi sono aumentate del 300% le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina. Il gigante asiatico è un mercato sempre più promettente per le aziende italiane, anche se i numeri – nonostante gli impressionanti ritmi di crescita – sono al momento ancora relativamente contenuti.

Negli anni più difficili per l’economia italiana c’è un mercato in cui i nostri prodotti continuano a crescere: la Cina. Secondo uno studio della Coldiretti (su base dati Istat), presentato a Expo Milano 2015 tra il 2008 e la fine del 2014, le esportazioni dei prodotti alimentari italiani in Cina sono aumentate di quasi il 300% (precisamente: +298%), e nel primo trimestre del 2015 hanno segnato un ulteriore incremento (+4%). I prodotti alimentari italiani più venduti in Cina sono vino e spumanti, pasta, ortofrutta, olio extravergine di oliva, caffè e formaggi.

 

Ma attenzione: per il momento ad essere significative sono soltanto le percentuali, non i valori assoluti. La cifra record raggiunta nel 2014 nell’export dei prodotti alimentari italiani in Cina è infatti “soltanto” di 367 milioni di euro, in un mercato – quello cinese – che conta oltre un miliardo e 300 milioni di persone. E in ogni caso parliamo di numeri quasi irrisori rispetto al totale delle esportazioni alimentari italiane, che nel 2014 è stato pari a 34,3 miliardi. Le stesse importazioni di prodotti alimentari cinesi in Italia, anche se nell’ultimo anno sono scese del 4% (dato 2014 rispetto al 2013), restano tuttora di molto superiori alle esportazioni di prodotti alimentari italiani in Cina, per un totale di 536 milioni di euro. I prodotti alimentari cinesi più importati in Italia sono pomodoro, miele, riso e aglio. Una parte di questi prodotti va ad alimentare fenomeni di frode alimentare e falso Made in Italy (il caso “classico” è quello della passata di pomodori venduta come italiana e prodotta in Italia ma a partire da pomodori importati dalla Cina). Non dimentichiamo poi che nel Sistema di allerta comunitario RASFF, che segnala in Europa i rischi per la salute pubblica legati al consumo di cibi e bevande, i prodotti alimentari cinesi “vantano” il triste primato per il numero di cibi a rischio per la salute, con 469 allerte nel solo 2014, pari al 15% di tutte le allerte alimentari dell’Unione Europea.

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