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Enoturismo in Italia. I dati 2019

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Enoturismo in Italia: quanto vale il settore? A quanto ammonta il giro d’affari, che peso ha sul fatturato delle aziende vinicole e quali sono le regioni più attrattive?

 

Abbiamo visto di recente qui su Universofood quali sono le migliori cantine italiane da visitare, in un contesto nel quale – dopo l’attribuzione della competenza sul Turismo al Ministero delle Politiche Agricole – il legame tra enogastronomia e flussi turistici diventa sempre più forte e più importante. Ma quali sono i numeri dell’enoturismo in Italia? Quanto vale, cioè, il turismo legato alla visita delle cantine e alla ricerca di occasioni interessanti (di degustazione e acquisto) focalizzate sul vino e sulla scoperta dei territori vitivinicoli italiani? Secondo il Rapporto 2019 sul Turismo del Vino in Italia (curato dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dall’Università di Salerno) il giro d’affari dell’enoturismo in Italia vale oggi complessivamente 2,5 miliardi, per un totale di circa 14 milioni di enoturisti all’anno. L’enoturista spende in media 85 euro visitando il territorio in giornata senza pernottamento, e 160 euro quando pernotta anche sul territorio. Per le aziende vinicole gli enoturisti sono una fonte sempre più importante d introiti e incidono oggi in media per il 26,9% sul fatturato. 

E l’enoturismo è molto importante anche per l’indotto che determina e per le ricadute positive su tutte le imprese del territorio legate al settore agroalimentare. Nelle zone vinicole italiane, infatti, gli enoturisti incidono in media del 36% sui fatturati degli alberghi, dei ristoranti e dei produttori e rivenditori di prodotti alimentari tipici. La regione enoturistica italiana più attrattiva è naturalmente la Toscana (preferita e scelta del 48,41% degli enoturisti), mentre al secondo posto troviamo il Piemonte, al terzo posto il Trentino Alto Adige e al quarto posto la Campania. Ma resta ancora molto da fare dal punto di vista del marketing e del business, se si considera che tra i 432 comuni italiani più importanti per l’enoturismo (i comuni aderenti al network delle Città del Vino) quasi il 60% non ha ad oggi un ufficio turistico e più della metà (il 52%) non prevede nessuna tassa di soggiorno per i turisti.

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