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Accordo Ceta Ue Canada. Dati 2018 positivi per il food italiano

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Accordo Ceta Ue Canada: nei primi quattro mesi del 2018 i numeri danno ragione a chi considera il recente trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada un vantaggio per il settore agroalimentare italiano.

Del Ceta (Comprehensive and economic trade agreement) abbiamo già parlato qui su Universofood. Si tratta di un trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, un accordo che – in estrema sintesi – elimina la quasi totalità delle barriere e dei dazi doganali tra Unione Europea e Canada, liberalizza il mercato dei servizi tra i contraenti, tutela i più importanti marchi europei in Canada e introduce la possibilità per le imprese europee di accedere agli appalti pubblici canadesi. L’accordo Ceta Ue Canada è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017, è entrato in applicazione provvisoria il 21 settembre 2017, e sarà definitamente in vigore se e quando verrà approvato da tutti i 28 parlamenti dei Paesi Ue, cosa tutt’altro che scontata. In Italia sono infatti favorevoli al Ceta Forza Italia e Pd ma sono contrari M5S e Lega, i quali – in sinergia con la Coldiretti – hanno espresso più volte il timore che con il trattato di libero scambio tra Europa e Canada potrebbero verificarsi una grave perdita di posti di lavoro nell’agricoltura italiana e un’invasione di grano duro canadese in Italia.

I dati relativi ai primi quattro mesi del 2018 – diffusi dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) – smentiscono per il momento queste preoccupazioni: rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (primi quattro mesi del 2017) le importazioni di grano canadese in Italia sono scese del 46% e le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani verso il Canada sono aumentate del 12%. Se questo trend venisse confermato, a fine 2018 – secondo i calcoli di Cia – le esportazioni agroalimentari italiane verso il Canada toccherebbero i 910 milioni di euro, l’export di vino Made in Italy sul mercato canadese arriverebbe a 370 milioni, e le importazioni in Italia di grano duro canadese – già fortemente diminuite nel 2017 (796mila tonnellate contro gli 1,2 milioni di tonnellate del 2016) – scenderebbero a 430mila tonnellate, praticamente un terzo rispetto a due anni fa. Secondo Cia – Confederazione Italiana Agricoltori “stando a questo trend i vantaggi commerciali per il nostro Paese sarebbero tangibili e indiscutibili. In un momento di profonda crisi del multilateralismo, dove dazi, innalzamento di barriere e ostacoli al commercio internazionale la fanno da padrone gli accordi bilaterali, se ben gestiti e governati, rappresentano un’opportunità da cogliere“.

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