Food

Premio Bancarella della Cucina 2016. I libri premiati

Tra le ultime uscite sul mercato italiano, quali sono i migliori libri di cucina e di enogastronomia? Nell’edizione 2016 del premio Bancarella della Cucina sono stati premiati sei libri.

Il Bancarella della Cucina, concorso nato nell’ambito del celebre Bancarella di Pontremoli e arrivato con il 2016 all’undicesima edizione, premia ogni anno i migliori libri di argomento enogastronomico pubblicati in Italia tra il primo gennaio e il 31 dicembre dell’anno antecedente all’assegnazione dei premi. I sei libri vincitori del Premio Selezione Bancarella della Cucina 2016 (il vincitore assoluto viene proclamato il 23 ottobre) sono:

Gli sbafatori” (Mondadori) di Camilla Baresani

Rosa è una giovane foodblogger simpatica e maldestra. Guidobaldo è un maturo e supponente critico gastronomico. Entrambi cercano di vivere al di sopra delle proprie possibilità. Un giorno si incontrano a una verticale di champagne, e, nella suite di un grand hotel veneziano, si accende tra loro una passione fondata sulle bugie e sulla rivalità. Viaggi, cene, vacanze: la vita dei due protagonisti sembra davvero invidiabile senonché… Camilla Baresani ci conduce nei retroscena di una storia d’amore ed erotismo, e traccia un ritratto beffardo e spoetizzante del dorato mondo del cibo – giornalisti, pierre, chef, supporter – con i suoi lussi, i suoi inganni, le sue perversioni. In appendice al romanzo, le ricette (esistenziali) della protagonista.

– “Il cuoco universale. La cultura nel piatto” (Marsilio) di Andrea Grignaffini

Andrea Grignaffini, in poco più di trenta capitoli monotematici, tratteggia in modo suggestivo e coinvolgente la sagoma identitaria della grande cucina contemporanea, delineata nelle sue tendenze più significative e nelle fondamentali linee di ricerca.

– “La mia vita al burro” (Giunti) di Philippe Lèveillé

Philippe Léveillé racconta la sua vita avventurosa e appassionante, dalla famiglia alla cucina ai viaggi rocamboleschi. Accento francese, 1 metro e 80 per 110 chili, due ristoranti e, in tutto, tre stelle Michelin, lo chef bretone ripercorre in questo libro i momenti cruciali del percorso professionale che lo ha portato ad aprire un ristorante di cucina italiana a Hong Kong e lungo tutta la narrazione si commuove come allora, si arrabbia come allora, si diverte come allora.

– “Mangiare da cristiani. Diete, digiuni, banchetti. Storia di una cultura” (Rizzoli) di Massimo Montanari

La storia del cristianesimo elabora nei secoli una serie infinita di modelli alimentari, ogni volta diversi e adattabili alle più disparate circostanze. La storia del cristianesimo è un patrimonio straordinario di consuetudini e di contagi culturali che rimandano alla tradizione ebraica, alla filosofia greca, alla scienza dietetica: dal ruolo del pane e del vino nell’eucarestia alla condanna della “gola”, dal mito del Paradiso terrestre al valore di redenzione del digiuno, dalle pratiche alimentari monastiche alle regole dell’astinenza quaresimale. 

– “Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà” (Fausto Lupetti editore) di Lorena Carrara ed Elisabetta Salvini

La storia della Resistenza attraverso il cibo, dai 380 chili di pasta al burro offerti dai fratelli Cervi a tutto il paese di Campegine per festeggiare la caduta del regime, passando per le lasagne della ricostruzione gustate da Teresa Noce di ritorno dai campi della morte, fino ai 35.000 bambini nutriti dalle donne emiliane nel duro inverno del ’45.

– “La cucina piacentina. Storia e ricette” (Tarka editore) di Andrea Sinigaglia e Marino Marini

Tra i personaggi che hanno dedicato amore e attenzione al territorio e alla cucina del Piacentino, spicca Giuseppe Verdi, che scelse le sue campagne come luogo d’ispirazione e come palcoscenico per la sua seconda Musa, l’agricoltura. I tre piatti-simbolo della città sono labomba di riso, a base di piccione, i tortelli con la coda, e pisarei e fasô, piatto della cucina povera tradizionale, costituito da gnocchetti di pangrattato e farina, accompagnati da fagioli. Tantissimi i prodotti tipici: salumi come il culatello e il cappello da prete, formaggi come il Grana Padano, i pomodori, chiamati oro rosso, e le centinaia di piatti di cui qui troviamo ricette cui barbis, da leccarsi i baffi.

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