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Scende l'obesità infantile in Italia: -5,2% dall'inizio della Crisi

L’Italia ha il primato europeo per l’obesità infantile. Ma dall’inizio della Crisi (2008) ad oggi il numero dei bambini obesi o sovrappeso nel nostro Paese si è ridotto del 5,2%.

 

Abbiamo già segnalato qui su Universofood tutti i più recenti dati sull’obesità in Italia. Quasi la metà degli italiani (il 46%) ha oggi ha problemi di peso (il 35,6% degli italiani è sovrappeso e il 10,4% è obeso). Il fenomeno riguarda in particolare gli uomini, che hanno problemi di peso nel 55,5% dei casi, mentre tra le donne la percentuale scende al 37,1%. Una grave criticità è quella dell’obesità infantile: i bambini italiani hanno il triste primato nella classifica europea dell’obesità, davanti a danesi e francesi, un primato legato al crollo dei consumi di frutta e verdura negli ultimi decenni e all’aumento dei consumi di dolci, caramelle e snack. Ma secondo un’analisi della Coldiretti su dati del Ministero della Salute dall’inizio della Crisi (2008) ad oggi (marzo 2015) il numero di bambini obesi o sovrappeso in Italia – pur restando a livelli preoccupanti – è sceso del 5,2%. Al momento tra i bambini che frequentano le scuole primarie la percentuale di sovrappeso è del 20,9% e la percentuale di obesi è del 9,8%.

Ricordiamo cosa si intende per sovrappeso e obesità: intendendo per Indice di Massa Corporea (IMC) il peso in chilogrammi di una persona diviso per la sua altezza in metri al quadrato (kg/m2), si considera sovrappeso chi ha un IMC compreso tra 25 e 29,9, mentre è obeso chi ha un IMC superiore a 30 (ha un peso-forma chi ha un IMC compreso tra 18,5 e 24,9, mentre è sottopeso chi ha un IMC inferiore a 18,5).

Resta dunque grave il problema dell’obesità infantile nel nostro Paese. Un problema che secondo la Coldiretti è il risultato di cattive abitudini, con l’8% dei bambini che salta la prima colazione e il 31% che la fa non adeguata, ma anche con il 41% che assume abitualmente bevande zuccherate e gassate mentre solo il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura. Fermare la vendita del cibo spazzatura nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione, anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico, può contribuire – sostiene la Coldiretti – a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. La Coldiretti è impegnata nel progetto ‘Educazione alla Campagna Amica’ che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia, che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. “

(Luigi Torriani)

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