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Meno 10% di sale in zuppe e passati di verdure. Accordo tra il Ministero della Salute e l'Associazione Surgelati

Sale

Il Ministero della Salute ha firmato un accordo con AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) – Settore Surgelati per una riduzione del 10% del contenuto di sale nelle zuppe e passati di verdura surgelati di sei aziende leader del settore.

 

 

Il consumo eccessivo di sale è dannoso per la salute, può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa e aumenta il rischio di malattie cardiache, dei vasi sanguigni e dei reni. La riduzione del consumo di sale è uno dei principali obiettivi del programma ministeriale “Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari” e l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel “Global Action Plan for the Prevention and Control of Noncommunicable Diseases 2013-2020” ha spiegato che l’obiettivo è ridurre del 30% il consumo di sale nella popolazione per portarlo al livello giornaliero raccomandato, che è meno di 5 grammi al giorno per persona.

 

Una novità importante in questa direzione è arrivata già nel 2012, con il Nuovo Regolamento Ue che ha introdotto la possibilità di inserire in etichetta l’ indicazione “Senza sale aggiunto”. Ora, il 13 ottobre 2014, un’altra svolta significativa: il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato un protocollo d’intesa tra il Ministero della Salute e l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA) – Settore surgelati. L’accordo prevede la riduzione di almeno il 10% del contenuto di sale in 29 prodotti surgelati (16 tipologie di zuppa e 13 diverse tipologie di passato di verdura) di sei aziende leader di settore, e precisamente: Bofrost Distribuzione Italia S.p.A., C.S.I. – Findus S.r.l., Eismann S.r.l., Gias S.p.A., Industrie Rolli Alimentari S.p.A. e Orogel Surgelati Soc.Coop.p.A. Con questo impegno delle aziende ci sarà una riduzione di immissione di sale nel mercato stimata in circa 10.800 kg di sale all’anno. Inoltre l’intesa prevede la possibilità di includere anche nuovi prodotti, a condizione che abbiano un contenuto in sale aggiunto pari o inferiore a 0,60 g/100g di prodotto.

 

(Luigi Torriani)

 

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