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Bere Coca Cola durante i pasti. E' polemica sul nuovo spot della Coca Cola

Il nuovo spot della Coca Cola – Ceniamo insieme – ha il vantaggio di presentare un messaggio chiarissimo: la Coca Cola è un’ottima bevanda di accompagnamento da consumarsi durante i pasti. Un messaggio che sta scandalizzando i gourmet di tutta Italia, tranne uno: lo chef Simone Rugiati (il conduttore del game show di cucina Cuochi e fiamme sua La7), che si è prestato alla discutibilissima operazione pubblicitaria.


Ultimamente della Coca Cola si è parlato molto, e in termini non proprio lusinghieri. Nel 2012 hanno tenuto banco in particolare due polemiche: la presunta presenza di una sostanza cancerogena nella bevanda, e le proteste del mondo islamico perché si è scoperto che nella Coca Cola sono contenute tracce di alcool. Al di là di questi aspetti (ai quali vanno aggiunti i tratti marcatamente imperialistici e neocolonialistici della multinazionale nello sfruttamento di luoghi e lavoratori in Asia e Sudamerica) un dato è certo: la Coca Cola, al pari delle altre bevande zuccherate e gassate, è dannosa per la salute.

E in Italia si è discusso a lungo (con le ovvie proteste degli operatori di settore) sull’introduzione di fat tax, cioè di nuove tasse sul cibo-spazzatura e sulle bevande zuccherate e gassate per scoraggiarne il consumo (e per permettere allo Stato italiano di fare cassa in questo periodo di Crisi). Alla fine il governo Monti non ha introdotto le fat tax ma ha alzato il contenuto minimo di frutta nelle bibite a base di frutta dal 12 al 20% (norma che entrerà in vigore dal primo gennaio 2013, che però non riguarda la Coca Cola, che non è una bevande a base di frutta).

 

Nel frattempo il modello alimentare americano (cioè sempre meno frutta, sempre più bibite e drink) è arrivato anche in Italia e sta portando a un aumento dell’obesità nel nostro Paese. In questo contesto la Coca Cola prova a rilanciare la sua immagine con il nuovo spot televisivo Ceniamo insieme (c’è anche la versione Pranziamo insieme), in cui un pasto preparato dallo chef Simone Rugiato viene accompagnato dal consumo di Coca Cola (bevanda che porterebbe “felicità a go go” nella famiglia).

 

Un messaggio che ha fatto inorridire i gourmet di tutta Italia (già scandalizzati di recente dalla collaborazione tra Gualtiero Marchesi e la McDonald’s), e che ha provocato le ire della Unc (Unione nazionale consumatori), che potrebbe depositare denuncia contro il colosso americano presso l’Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del mercato) e lo Iap (Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria). Spiega il Segretario nazionale dell’Unc Massimiliano Dona: “il nuovo spot della Coca Cola sul consumo della bevanda a cena è da censurare.. Il problema dello spot non è la regia o la scenografia, che anzi trasmettono poeticamente l’allegria e il piacere dello stare assieme in una cena tra amici, ma l’invito a consumare la bevanda zuccherata durante il pasto. Siamo di fronte all’ennesimo messaggio che propone bibite zuccherate a tavola, una pessima abitudine americana che Coca Cola cerca in tutti i modi di trapiantare anche in Italia. E non è la prima volta che l’azienda ci prova: nel 2011 la pubblicità ‘La formula della felicità‘ invitava le mamme a fare pasteggiare i bambini con la bibita a base di caramello. Allora il Giurì censurò il messaggio e la Coca Cola si era prontamente impegnata a non ripetere l’errore. Nei mesi successivi la società venne censurata una seconda volta per una pubblicità mascherata apparsa sulla rivista Donna Moderna (un finto articolo con le foto di Lorella Cuccarini in cucina alle prese con piatti imbanditi e bottiglie di Coca Cola). Nel nuovo spot ambientato a Napoli Coca-Cola propone ancora un modello alimentare scorretto avallato da uno chef di grido, con il fine esclusivo di estendere l’utilizzo della bevanda anche per il consumo di pietanze più elaborate. Inoltre, in nessuna delle immagini dello spot sono presenti altre bevande se non la Coca Cola e nessuna avvertenza viene data circa la moderazione del consumo. L’auspicio è che le Autorità di competenza intervengano rapidamente per censurare il nuovo spot”.

(Luigi Torriani)

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