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Enoteche. Vendite consentite anche dopo le 18 dal nuovo Dpcm

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Enoteche: il primo Dpcm del nuovo Governo Draghi elimina – su tutto il territorio italiano – il divieto di asporto dopo le ore 18 per le enoteche e per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande.

 

Il Dpcm approvato dal Governo Draghi il 2 marzo, e in vigore da sabato 6 marzo, ha mantenuto il divieto di asporto – dopo le ore 18 – per pub, bar, birrerie e caffetterie (codice Ateco 56.3), ma ha tolto questo divieto per le enoteche e per tutti gli “esercizi di commercio al dettaglio di bevande“ (codice Ateco 47.25), fermo restando – ovviamente – il divieto di consumare i vini e le bevande sul posto. Diventa dunque possibile, anche dopo le ore 18 (e fino alle ore 22) e anche nelle zone arancione, arancione rinforzato e rosso, acquistare vini e bevande nelle enoteche, mentre continua ad essere vietato – dopo le 18 – acquistare vini e bevande da asporto nei bar e nei pub.

La novità è importante, e toglie finalmente lo squilibrio che si era creato tra le enoteche fisiche e quelle online, oltre al problema della concorrenza nell’ambito della Gdo (nei supermercati era già possibile vendere vini e bevande dopo le ore 18), anche se ora – comprensibilmente – sono bar e pub a chiedere con forza una normativa analoga anche per il proprio settore.

Andrea Terraneo, presidente dell’Associazione delle enoteche italiane Vinarius, ha commentato in questi termini la scelta del Governo Draghi:con la massima soddisfazione e legittimo orgoglio accogliamo la soppressione, nel primo Dpcm del governo Draghi, dell’iniqua disposizione che obbligava gli enotecari Italiani a non poter vendere al dettaglio le bottiglie di vino dopo le ore 18. La battaglia che Vinarius ha iniziato e portato avanti in ogni sede e a favore dei suoi associati e di tutte le Enoteche Italiane ha visto premiati gli sforzi profusi, per cancellare quello che fin dall’inizio ci era parso un equivoco e denunciato fin dal 15 gennaio con l’invio di una nostra lettera aperta al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Speranza e Patuanelli, che evidenziava il clamoroso errore del codice Ateco utilizzato. Un ringraziamento doveroso va ora all’On Dara e al Sen. Centinaio, i quali hanno prodotto l’interrogazione parlamentare prima alla Camera e poi al Senato, e un altrettanto doveroso grazie va al Ministro Giorgetti e al Presidente del Consiglio Draghi per aver accolto le nostre istanze e portato ad una positiva risoluzione del problema. Un sincero riconoscimento va anche a tutti quanti nella filiera vino ci hanno dimostrato vicinanza e sostegno, in particolare Fivi (Federazione vignaioli indipendenti) e i tanti Consorzi di tutela che ci hanno appoggiato“.

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