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Bar in Italia. I dati Fipe 2018

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Bar in Italia: quanti sono? Quanto fatturano? Danno lavoro a quante persone? Come si è evoluta la situazione nell’ultimo anno? E quali sono i cibi e bevande preferiti dagli italiani? Gli ultimi dati Fipe – pubblicati a maggio 2018 – fotografano la situazione del comparto.

I numeri aggiornati diffusi dalla Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) confermano il bar come una vera e propria istituzione italiana: ad oggi nel nostro Paese ci sono quasi 150mila bar (149.154), per un volume d’affari complessivo che supera i 18 miliardi di euro. La regione con più bar è la Lombardia (16,9% del totale dei bar italiani), seguita dal Lazio (10,4%), dalla Campania (9,6%), dal Veneto (8,4%), e dal Piemonte (7,2%). Tra le tipologie di bar prevalgono i breakfast e i morning (30% – seguiti dai generalisti al 24%, dai lunch bar al 17%, dai serali al 16%, dai multifunzione al 14%), e gli italiani vanno al bar soprattutto per fare colazione (5,4 milioni di italiani, con una spesa media di 2,40 euro), e per pranzare (1,3 milioni di persone, con una spesa media di euro 7,50).

Quali sono i prodotti più apprezzati? Al primo posto ci sono le bevande calde (consumate abitualmente nei bar dal 36,6% degli italiani, caffè compreso), al secondo posto ci sono gli alcolici e aperitivi (13,3%), e a seguire le brioche (12,6%), gli snack e gelati (10,8%), le bevande analcoliche (10,4%), l’acqua minerale (8,8%), i panini e piatti freddi o caldi (7,5%). Come si è evoluta la situazione nell’ultimo anno? Nel 2017 il saldo tra aperture e chiusure è negativo (6.355 aperture e 11.979 chiusure, per un totale dunque di 5.644 bar in meno rispetto al 2016), ma i dati relativi al personale segnalano – sempre nell’anno 2017 – 9.900 lavoratori in più rispetto al 2016. Ci sono dunque meno bar ma quelli che ci sono lavorano di più e hanno più addetti, con una forte componente femminile dietro al bancone (il 58% delle persone che lavorano nei bar in Italia sono donne, il 42% uomini), e con una presenza numericamente significativa di persone straniere (il 21% dei baristi italiani sono stranieri, a fronte di una presenza di stranieri in Italia sul totale della popolazione pari all’8%).

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