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Spesa alimentare in Italia. I dati 2016

Fruit market with various colorful fresh fruits and vegetables

La spesa alimentare in Italia cala dell’1,2% nel 2016 rispetto al 2015, con una contrazione importante soprattutto per il comparto delle carni e salumi.

Sono state diffuse a gennaio 2017 le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative alla spesa alimentare in Italia nell’anno 2016. Complessivamente le vendite al dettaglio di prodotti alimentari scendono dell’1,2% rispetto al 2015, una percentuale peggiore rispetto al dato generale sulle vendite al dettaglio in Italia (meno 0,7%). La battuta d’arresto è particolarmente grave per alcuni comparti del food, e in particolare per le carni (-6% nel 2016 rispetto al 2015), per i salumi (-5%), per il latte e derivati (-4%) e per gli oli e grassi vegetali (-2%). Si salvano invece e crescono i pesci e prodotti ittici (+3% di vendite in Italia nel 2016 rispetto al 2015) e la frutta (+2%).

Ma ad essere preoccupante è soprattutto il dato relativo ai prezzi all’origine dei prodotti agricoli, ovvero i prezzi riconosciuti agli agricoltori, che scendono nel 2016 (rispetto al 2015) del 5,2% mentre i prezzi al dettaglio crescono dello 0,2%. Un grave problema – quello del “giusto compenso agli agricoltori” – che ha toccato di recente anche Papa Francesco e che la Coldiretti riassume in questi termini: “gli agricoltori nel 2016 hanno dovuto vendere più di tre litri di latte per bersi un caffè o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane, ma la situazione non è migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli”.

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