News

Expo Milano 2015. Il caso del sito Verybello.it creato dal ministro Franceschini

Verybello.it

Verybello.it: si chiama così il sito creato dal Ministero dei Beni Culturali per valorizzare tutti i migliori eventi italiani contemporanei a Expo Milano 2015. Sbarcato in rete il 24 gennaio, il portale ha già fatto il pieno di critiche e di ironie sul web.

 

 

Sul fatto che l’ Expo sia una grande opportunità per rilanciare anche in termini economici il patrimonio culturale italiano sono tutti d’accordo (sono attesi circa 20 milioni di turisti). Ma c’è decisamente meno consenso intorno a quella che dovrebbe essere – nelle intenzioni del Ministero dei beni Culturali – una delle più importanti leve per sfruttare e amplificare l’occasione rappresentata da Expo: il sito verybello.it. Presentato a Palazzo Chigi dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dal Commissario per Expo 2015 Giuseppe Sala, Verybello.it – che è on line dal 24 gennaio 2015 – è in sostanza un sito aggregatore che riunisce e segnala i migliori eventi (al momento circa 1300) che si svolgeranno in tutta Italia tra il maggio e l’ottobre del 2015. Secondo i numeri diffusi dallo stesso Ministro Franceschini l’ideazione e la progettazione del sito Verybello.it sono costate 35.000 euro, e questa cifra rientra in un budget generale di 5 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali per un’iniziativa di comunicazione più ampia.


Al di là di questi dati, da giorni Twitter e Facebook sono inondati da critiche al progetto Verybello (nelle prime 24 ore sono apparsi oltre 13.000 tweet contenenti l’hashtag #verybello). Sono quattro – provando a sintetizzare al massimo – i grandi rilievi di fondo mossi dagli utenti:

 

1) IL NOME

Criticato anche dallo scrittore Aldo Busi sul Corriere della Sera, il nome “Verybello” non piace praticamente a nessuno, e viene considerato quantomeno inelegante, di dubbio gusto e inadeguato a rappresentare un’iniziativa del Ministero dei beni Culturali che vorrebbe essere di alto profilo.

 

2) LA LINGUA

Incredibilmente il sito è partito (e al momento della pubblicazione di questo articolo è tuttora) con una sola lingua disponibile: l’italiano. Una gaffe clamorosa per un portale che dovrebbe rivolgersi prima di tutto ai milioni di visitatori provenienti dall’estero. Secondo gli annunci ufficiali il portale sarà tradotto nelle prossime settimane in altre otto lingue, ma non si capisce comunque il senso di questa partenza e di questo ritardo.

 

3) LE INADEGUATEZZE TECNICHE

Nella giornata inaugurale il sito Verybello.it è andato in blocco, ed è risultato faticosamente caricabile per giorni. È al momento privo di app, non ha interattività (a parte gli ovvi link a Facebook e Twitter) e a livello grafico e di design appare secondo molti utenti ad un livello di poco superiore a quello di un blog qualsiasi.

 

4) LA SCELTA DEGLI EVENTI SELEZIONATI

Molti si stanno chiedendo in questi giorni chi e con quali criteri ha scelto e sceglie gli eventi selezionati e pubblicizzati sul sito. In particolare manca al momento qualsiasi evento organizzato da privati e fondazioni e non c’è alcun richiamo alle gallerie d’arte.

 

(Luigi Torriani)

 

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.