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La vite ad alberello di Pantelleria diventa Patrimonio dell'Umanità Unesco

Patrimonio dell'Umanità Unesco Vite ad alberello di Pantelleria

È ufficiale: la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (il vitigno da cui si ricava il celebre Moscato o Zibibbo di Pantelleria) è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità. È la prima volta che una pratica agricola viene inserita tra i beni Patrimonio dell’Umanità.

 

 

Avevamo già segnalato qui su Universofood la candidatura della vite ad alberello di Pantelleria a Patrimonio dell’Umanità Unesco, nell’aprile del 2013. Ora, a un anno e mezzo di distanza, con approvazione unanime da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, la vite ad Alberello di Pantelleria è ufficialmente iscritta nell’ elenco Unesco dei beni Patrimonio immateriale dell’Umanità. Oltre alla vite ad alberello di Pantelleria, l’Italia può vantare altre cinque pratiche Patrimonio immateriale dell’Umanità: l’Opera dei Pupi della Sicilia (2001), il Canto a Tenore della Sardegna (2005), la Dieta Mediterranea (2010), il Saper Fare Liutario di Cremona (2012) e le Macchine a Spalla (2013). E il prossimo riconoscimento potrebbe andare alla pizza, che ha già sfiorato la candidatura nel 2012 e per la quale è in corso una raccolta firme su Change.org.

 

Questo il commento del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: “è la prima volta che una pratica agricola consegue questo autorevole riconoscimento. La notizia, arrivata dalla nostra delegazione presente a Parigi, mi riempie di orgoglio e di soddisfazione. Questa iscrizione rappresenta una svolta a livello internazionale, poiché finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli. L’Unesco, infatti, nell’iscrivere la pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, ha riconosciuto come questo elemento, oltre a svolgere una significativa funzione economica, essendo le uve ricavate da questi vigneti materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo di Pantelleria, assolva ad una importante funzione sociale, essendo un elemento identitario che rappresenta la cultura e la storia degli isolani. Il dossier di candidatura è stato coordinato dal prof. Pier Luigi Petrillo – che aveva già seguito per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’iscrizione della Dieta Mediterranea e dei Paesaggi vitivicoli delle Laghe Roero e Monferrato – con il supporto del Comune di Pantelleria e degli agricoltori panteschi. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato. L’iscrizione della pratica agricola di Pantelleria, dopo quella della Dieta Mediterranea e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato nelle liste dell’Unesco, conferma l’impegno strategico del Ministero delle politiche agricole e del Governo italiano per valorizzare a livello mondiale le nostri produzioni tipiche e i nostri paesaggi rurali tradizionali che saranno valorizzati anche durante l’Esposizione Universale di Milano del 2015“.

 

(Luigi Torriani)

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