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Consultazione pubblica sull'etichettatura dei prodotti alimentari. La nuova iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole

Etichette alimentari

Arriva direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali un’iniziativa molto importante per il settore agroalimentare italiano: una consultazione pubblica sul tema dell’etichettatura di cibi e bevande.

 

 

La consultazione pubblica del Ministero delle Politiche Agricole (è possibile partecipare a questo link) va a toccare un problema fondamentale – quello delle etichette alimentari – di cui abbiamo parlato molte volte qui su Universofood. Il falso Made in Italy, le truffe e le frodi sono possibili innanzitutto perché manca una legislazione adeguata in materia di trasparenza e completezza informativa delle etichette alimentari. Secondo i dati Coldiretti circa il 40% del latte immesso sul mercato proviene dall’estero, il 50% dell’olio, il 50% del grano tenero (per preparare il pane), il 40% del grano duro (per preparare la pasta), il 20% dei pomodori, il 40% della carne e salumi. Nella gran parte dei casi queste materie prime alimentari vengono importate (a basso costo e con scarsa qualità) e vengono poi lavorate in Italia e rivendute all’apparenza come Made in Italy (con nomi italiani e immagini che richiamano all’italianità del prodotto in etichetta), senza violare alcuna legge. Per quanto riguarda la carne, al momento è obbligatorio indicare in etichetta il luogo di allevamento e il luogo di macellazione soltanto per la carne bovina, mentre non è obbligatorio per le carni di maiale, di pecora, di capra e di pollo, sia fresche sia refrigerate o congelate. I pomodori vengono spesso importati (prevalentemente dalla Cina), lavorati in Italia e rivenduti come passata di pomodoro italiana. Analogamente vengono importati latte e cagliate, vengono trasformati in formaggi e vengono rivenduti come “italiani”, e viene importato succo d’arancia dal Brasile, viene confezionato in Italia e per il consumatore è un succo d’arancia “italiano”. Nel caso dell’olio (in attesa dell’implementazione del nuovo regolamento europeo) c’è l’obbligo di indicare in etichetta (indicazione in genere riportata a caratteri microscopici, ben nascosta da nomi e immagini italiane) soltanto se si tratta – genericamente – di una “miscela di oli comunitari” o “extracomunitari”, senza alcuna indicazione precisa e circostanziata sull’origine delle olive con cui poi è stato prodotto l’olio (che è poi – in effetti – nella gran parte dei casi, una miscela di oli di importazione di bassa qualità). Analogamente per il pesce c’è l’obbligo di indicare soltanto la zona Fao di pesca, non il Paese in cui il pesce è stato pescato, ci sono ingredienti straniere in due pizze su tre all’insaputa del consumatore e anche nel caso degli Ogm spesso non c’è l’obbligo di indicazione in etichetta.

 

In questo contesto, secondo quanto già previsto dal Piano Camnpolibero del Governo Renzi e in vista dell’attuazione di una nuova legge sull’etichettatura in linea con le nuove norme comunitarie (previste dal regolamento UE n. 1169/2011) che entreranno in vigore il 13 dicembre 2014, il Ministero delle politiche agricole ha lanciato la consultazione pubblica online con undici domande per permettere agli italiani di esprimere la propria opinione e aiutare a dare un indirizzo alle future scelte politiche in materia. Il ministro Maurizio Martina ha presentato in questi termini l’idea della consultazione pubblica sull’etichettatura: “”diamo voce ai cittadini su un tema fondamentale come l’etichettatura e la trasparenza delle informazioni sul cibo. Con la consultazione pubblica che avviamo oggi gli italiani potranno esprimere per la prima volta la loro opinione sulla tracciabilità e sull’origine dei prodotti agroalimentari. Non si tratta di un questionario puro e semplice, ma di uno strumento di condivisione con i consumatori degli indirizzi politici su una materia che incide sulla vita di ogni giorno. Il nostro obiettivo è accelerare sulla legge sull’etichettatura, in linea con le nuove disposizioni dell’Unione Europea. L’etichettatura, infatti, è uno strumento importante per il patrimonio agroalimentare italiano, così come la valorizzazione dell’origine, che per il Made in Italy è fondamentale”.

 

(Luigi Torriani)

 

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