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Ecologia a tavola. La top ten dei cibi che inquinano

cibi che inquinano

La Coldiretti ha stilato una “top ten dei cibi che inquinano di più”, ovvero dei cibi che determinano un maggior consumo di petrolio e di CO2 per arrivare sulle nostre tavole e che secondo la Coldiretti dovremmo rifiutare per motivi ecologici.

 

 

La questione certamente non è semplice, perché se rifiutiamo in nome di ragioni ecologiche i prodotti alimentari che compiono lunghi e inquinanti viaggi per arrivare nelle nostre case, dovremmo poi anche per coerenza evitare di celebrare i crescenti successi del Made in Italy agroalimentare negli Stati Uniti e in Cina (forse che il trasporto dei vini italiani in Usa e Cina non inquina?). Ciò detto, la classifica stilata dalla Coldiretti è interessante e fa vedere in particolare quale enorme impatto ambientale abbia il consumare frutta e verdura fuori stagione.

 

Questa la top ten dei cibi che inquinano di più, tra i prodotti alimentari abitualmente venduti nei negozi e nei supermercati italiani:

 

1) CILIEGIE DEL CILE

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 11.968 km, e per ogni kg di ciliegie si consumano 6,93 kg di petrolio con l’emissione di 21,55 kg di anidride carbonica (CO2)

 

2) MIRTILLI DELL’ARGENTINA

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 11.178 km, e per ogni kg di mirtilli si consumano 6,47 kg di petrolio con l’emissione di 20,13 kg di anidride carbonica (CO2)

 

3) ASPARAGI DEL PERU’

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 10.852 km, e per ogni kg di asparagi si consumano 6,28 kg di petrolio con l’emissione di 19,54 kg di anidride carbonica (CO2)

 

4) NOCI DELLA CALIFORNIA

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 10.497 km, e per ogni kg di noci si consumano 6,08 kg di petrolio con l’emissione di 18,90 kg di anidride carbonica (CO2)

 

5) ROSE DELL’EQUADOR

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 10.205 km, e per ogni kg di rose si consumano 5,91 kg di petrolio con l’emissione di 18,38 kg di anidride carbonica (CO2)

 

6) MORE DEL MESSICO

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 10.162 km, e per ogni kg di more si consumano 5,88 kg di petrolio con l’emissione di 18,30 kg di anidride carbonica (CO2)

 

7) ANGURIE DEL BRASILE

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 9.198 km, e per ogni kg di angurie si consumano 5,33 kg di petrolio con l’emissione di 16,56 kg di anidride carbonica (CO2)

 

8) MELONI DI GUADALUPE

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 7.800 km, e per ogni kg di meloni si consumano 4,52 kg di petrolio con l’emissione di 14,05 kg di anidride carbonica (CO2)

 

9) MELOGRANI DI ISRAELE

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 2.250 km, e per ogni kg di melograni si consumano 1,30 kg di petrolio con l’emissione di 4,05 kg di anidride carbonica (CO2)

 

10) FAGIOLINI DELL’EGITTO

Per arrivare sulle nostre tavole devono percorrere 2.132 km, e per ogni kg di fagiolini si consumano 1,23 kg di petrolio con l’emissione di 3,84 kg di anidride carbonica (CO2)

 

Secondo il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvoconsumando prodotti locali, di stagione e a chilometri zero e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia italiana può arrivare ad abbattere fino a mille chili di anidride carbonica l’anno. E fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni e i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi”.

 

(Luigi Torriani)

 

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