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Marchi italiani, proprietà straniera. La pasta Garofalo diventa spagnola

Pasta Garofalo

È ufficiale: la Pasta Garofalo diventa spagnola, passando per il 52% a Ebro Foods. Continua dunque ad allungarsi la lista dei grandi marchi dell’agroalimentare italiano passati in mano straniera negli ultimi anni.

 

 

 

Il gruppo Garofalo ha siglato un accordo preliminare per l’ingresso nella propria compagine azionaria (con una quota del 52%) degli spagnoli di Ebro Foods, multinazionale del settore riso-pasta-condimenti che nel 2013 era già intervenuta in Italia rilevando il 25% della Riso Scotti per 18 milioni di euro. L’investimento di Ebro nel Gruppo Garofalo è di circa 62 milioni di euro, per un marchio storico del Made in Italy che ha chiuso il 2013 con oltre 134 milioni di ricavi. Si fa sempre più forte dunque la presenza spagnola nell’agrolimentare italiano, che già aveva visto negli ultimi anni l’acquisizione da parte di Deoleo dei più importanti marchi di italiani di olio di oliva (Bertolli, Carapelli, Sasso), l’acquisizione del 75% di Star da parte del Gruppo Gallina Blanca di Barcellona e la vendita di Fiorucci salumi alla Campofrio food holding.

 

Più in generale, e al di là del caso Spagna, secondo i dati diffusi dalla Coldiretti il valore dei marchi alimentari italiani venduti all’estero dall’inizio della Crisi (2008) ad oggi oltrepassa i 10 miliardi. La Crisi ha dunque accentuato una tendenza – quella del passaggio in mani straniere dei pezzi forti del Made in Italy alimentare – che è iniziata negli anni Ottanta e di qui abbiamo già parlato più volte qui su Universofood (in particolare qui e qui). In sintesi, negli ultimi trent’anni il nostro Paese ha perso: Invernizzi formaggi (venduta alla Kraft nel 1985, poi alla Lactalis nel 2003), Buitoni pasta (passata nel 1988 alla Nestlé), Perugina dolci (1988, Nestlé), Italgel-Antica Gelateria del Corso (1993, Nestlé), Fattorie Scaldasole (1995, Heinz, poi Andros 2005), Stock (1995, Eckes A.G., poi Oaktree Capital Management), Sanpellegrino acqua e bevande (1998, Nestlé), Locatelli formaggi (1998 Nestlé, poi Lactalis), Peroni birra (2003, SABMiller), Olio Sasso (2005, gruppo spagnolo SOS), Olio Carapelli (2006, gruppo spagnolo SOS), Galbani (2006, Lactalis), Olio Bertolli (2008,Unilever, poi SOS), Orzo Bimbo (2008, Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis), Rigamonti Salumificio Spa (2008, passata a dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International), Italpizza (2008, Bakkavor Acquisitions Limited), Delverde Industrie Alimentari Spa (2009, Molinos Delplata Sl del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata), Boschetti Alimentare (2010, Financière Lubersac, che detiene il 95%), Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa (2010, passa per il 27% alla francese Bongrain Europe Sas), Parmalat (2011, diventa della francese Lactalis), Gancia Spumanti (2011, va per il 70% al russo Rustam Tariko), Fiorucci Salumi (2011, va allla spagnola Campofrio Food Holding S.L.), Zucchero Eridania Italia Spa (2011, per il 49% va al gruppo francese Cristalalco Sas), Pelati AR – Antonino Russo (2012, nasce una nuova società, la “Princes Industrie Alimentari SrL”, controllata al 51% dalla Princes, controllata dalla giapponese Mitsubishi), Star (2012, passa al 75% agli spagnoli Gruppo Gallina Blanca), Eskigel gelati per la Gdo (2012, va ad inglesi con azioni in pegno di un pool di banche), Riso Scotti (2013, ceduto per il 25% alla spagnola Ebro Foods), Chianti Classico (2013, un imprenditore della farmaceutica di Hong Kong ha acquistato l’azienda agricola Casanova – La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero, prima volta nella storia che una delle 600 aziende socie del Gallo Nero passa in mani orientali), Pasticceria Confetteria Cova(2013, acquisizione da parte della multinazionale del lusso Lvmh di una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale), Pernigotti (2013, venduta ai turchi di Oksoz).

 

(Luigi Torriani)

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