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Impero delle bollicine: Ferrari – spumanti ha acquisito il 50% di Bisol – Prosecco

Gianluca Bisol e Matteo Lunelli (Ferrari)

È la grande notizia dell’anno nel mondo del vino e degli spumanti italiani: il matrimonio tra i re delle bollicine Ferrari e Bisol, con l’acquisto della metà di Bisol da parte della famiglia Lunelli di Ferrari spumanti.

 

 

Matteo Lunelli, 38 anni, è alla guida di un gruppo da 65 milioni di fatturato, che comprende le Tenute Lunelli, l’acqua Surgiva, la grappa Segnana e le Cantine Ferrari (51 milioni), storico produttore del metodo classico trentino e azienda italiana leader nel settore degli spumanti. Gianluca Bisol, 38 anni, è alla guida della Bisol, il marchio di riferimento per il Prosecco Superiore, che ha avuto una crescita impressionante negli ultimi anni: dieci anni fa Bisol fatturava 5 milioni di euro, ora ne fattura quasi 18, con una crescita del 15% nel 2013 rispetto al 2012 e con 425.000 bottiglie vendute (il 73% di export, il 27% per il mercato interno italiano).

 

L’accordo tra Gianluca Bisol e Matteo Lunelli prevede l’acquisizione del 50% di Bisol da parte dei Lunelli, tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale. Gianluca Bisol resta presidente e amministratore delegato, il fratello Desiderio Bisol resta alla guida della direzione tecnica, mentre Matteo Lunelli diventa vicepresidente di Bisol. I primi investimenti saranno a breve l’acquisto di nuovi vigneti e la costruzione di una nuova cantina a Valdobbiadene.

 

Spiega Gianluca Bisol: “Avremo tutti da guadagnarci. Io e Matteo ci siamo incontrati al Vinitaly quasi per caso. Non ci conoscevamo, ma c’è stata subito sintonia. Mi ha invitato a Trento e abbiamo iniziato a discutere sulle possibilità di mettere assieme le forze in un settore polverizzato come quello degli spumanti. Alla fine sono rimasto chiuso per due settimane nella loro cantina, fino a quando abbiamo firmato”. Secondo Matteo Lunelli di Cantine Ferrari l’accordo con Bisol “è una spinta per la qualità. Il nostro gruppo cercava da tempo un trampolino per l’eccellenza del bere italiano, mantenendo l’identità delle aziende. La sfida è quella dell’export, per questo abbiamo bisogno di sinergie, per raccontare la diversità e la ricchezza delle bollicine italiane, espressione del nostro stile di vita”.

 

(Luigi Torriani)

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