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Miele ogm. Nessun obbligo di indicazione in etichetta

miele

Il Parlamento europeo ha deciso ufficialmente: nel miele in vendita nell’Unione Europea non è obbligatorio indicare in etichetta la presenza di polline contaminato da ogm. Una scelta molto contestata che ha già suscitato le durissime critiche della Coldiretti.

 

 


Gli ogm in Europa – come abbiamo raccontato più volte qui su Universofood – sono ad oggi un fallimento totale (il Paese leader europeo nella coltivazione degli ogm – la Spagna – si ferma a 0,1 milioni di ettari piantati nel 2013, a fronte di una produzione mondiale di oltre 170 milioni), e in Italia – a seguito della vicenda di Giorgio Fidenato – è stata addirittura vietata, di recente, la coltivazione di mais ogm. Ma resta aperto il problema degli ogm nei prodotti di importazione.

 

Un caso particolare è quello del miele, un prodotto che è stato protagonista negli ultimi anni di diverse situazioni critiche, dal problema dei pesticidi neonicotinoidi agli scandali del miele Bio contaminato da farmaci tossici fino al fenomeno del cosiddetto “miele – non miele” sottoposto a procedimenti di ultra-filtrazione.

 

Fino ad oggi c’era un vuoto legislativo sulla questione del miele contaminato da ogm attraverso il polline. È obbligatorio indicare in etichetta la presenza di ogm? Ora, con una serie di emendamenti alla Direttiva 2001/110/CE (qui il testo degli emendamenti) il Parlamento Ue , con 430 voti a favore, 224 contrari e 19 astensioni, ha deciso ufficialmente: non c’è alcun obbligo, in Europa, di indicare nell’etichetta del miele la presenza di ogm. Una decisione che poggia su questo “trucco”: il polline è da considerarsi una componente naturale del miele, non va considerato un ingrediente e quindi non va indicata la presenza di polline ogm nel miele (posto che il polline ogm rappresenta in ogni caso un valore inferiore alla soglia dello 0,9% prevista dalle leggi europee). Una interpretazione – questa – che tra l’altro contrasta con la posizione della Commissione Ambiente del Parlamento europeo,e con una sentenza della Corte di giustizia europea, che il 6 settembre 2011 ha stabilito che il polline è un ingrediente del miele e dunque la presenza di ogm va indicata in etichetta.

 

Secondo la Coldiretti “si tratta di un orientamento preoccupante, perché la coltivazione di un campo Ogm è in grado di determinare la contaminazione del miele attraverso il trasporto del polline da parte delle api. In Italia grazie all’azione della Coldiretti è vietato coltivare ogm e di conseguenza non è contaminato il miele prodotto sul territorio nazionale, che è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. Un discorso diverso vale per il miele importato in ingenti quantità da paesi comunitari ed extracomunitari in cui sono diffuse le coltivazioni biotech come la Cina. L’Italia  importa oltre la metà del proprio fabbisogno di miele, e circa 2 milioni di chili di miele arrivano ogni anno proprio dalla Cina, con un aumento del 29 per cento nei primi nove mesi del 2013“.

 

(Luigi Torriani)

 

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