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Ottavia. E' italiana la pizza senza glutine più grande del mondo

L’Italia entra ufficialmente nel Guinness World Record con il team di pizzaioli Record pizza men della Nazionale Italiana Pizzaioli (Nipfood). I pizzaioli hanno realizzato e presentato presso la Fiera di Roma la pizza Ottavia, la pizza gluten free più grande del mondo.

 

Il 2012 è stato l’anno della bocciatura della pizza napoletana come candidata a entrare tra i beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (nella sezione Patrimonio Immateriale dell’Umanità). I candidati scelti nelle preselezioni da un’apposita commissione interministeriale erano: pizza napoletana, zibibbo, vite ad alberello di Pantelleria, Palio di Siena, feste religiose calabresi delle macchine a spalla, Carnevale di Viareggio e Liuteria di Cremona. Alla fine è stata scelta soltanto la liuteria cremonese, ma sulla pizza ci siamo rifatti un anno dopo con Ottavia, presentata il 13 dicembre 2012 all’interno del Padiglione 12 della nuova Fiera di Roma (in concomitanza con la giornata inaugurale della fiera Arti e Mestieri Expo).

 

L’enorme pizza, realizzata dal team dei Record pizza men (Dovilio Nardi, Andrea Mannocchi, Matteo Giannotte, Matteo Nardi, Marco Nardi), ha coperto un’area di oltre 1.200 mq per 40 metri di diametro e 23 tonnellate di peso (23.250 kg). La pizza (composta da 5234 lastre d’impasto assemblati e cotte al momento) è stata realizzata utilizzando 9.000 kg di farina senza glutine, 4.500 kg di acqua, 135 kg di lievito, 4.000 kg di pomodoro Cirio, 4.000 kg di Mozzarella Francia Latticini, 190 kg di olio, 675 kg di margarina, 250 kg di sale marino, 100 kg di rucola, 125 kg di Parmigiano Reggiano, 25 kg di Aceto Balsamico Dop. La cottura è avvenuta tramite lance termiche con temperatura tra i 300 e i 500 gradi realizzate appositamente per l’evento da NipFood e non in commercio.

 

Il precedente record era stato stabilito nel 1990 in Sudafrica dal centro commerciale Norwood Pick’n Pay. In questo caso la pizza aveva un diametro di 37.4 metri ed era stata prodotta con 4.500 kg di farina, 1.796 kg di formaggio, 900 kg di salsa di pomodoro, 800 kg di funghi e 900 kg di pomodoro a fette. Si trattava comunque di una classica pizza con glutine.


Perché la scelta, per Ottavia, delle farine gluten free (che sono state fornite dai main sponsor Schär e Ds-Gluten Free, del Gruppo Dr. Schär, leader europeo del senza glutine)? La scelta del gluten free è stata fatta per sensibilizzare sui problemi della celiachia e dell’intolleranza alimentare al glutine, e quindi sulla necessità di lavorare sempre di più sul settore del senza glutine (un settore in forte crescita, e che è ormai rappresentato annualmente da una specifica fiera di settore, il Gluten Free Expo di Brescia).


Spiega Dovilio Nardi, uno dei “padri” della pizza Ottavia: “è stato deciso di produrre Ottavia al 100% senza glutine per ricordare e sottolineare come le diagnosi di celiachia, l’intolleranza alimentare al glutine più frequente a livello mondiale, siano in continuo aumento. Secondo i recenti dati contenuti nella relazione 2011 del ministero della Salute, in Italia, ad oggi i celiaci diagnosticati risultano 135.800, troppo pochi però rispetto al numero di celiaci presumibilmente presenti, se si considera che questa patologia ha una prevalenza stimata dell’1%. Nel nostro Paese potrebbero quindi essere circa 600.000 i celiaci sfuggiti alla diagnosi ma esposti al rischio di complicanze. Inoltre questi ultimi due anni gli esperti, oltre alla celiachia, associano al senza glutine anche una nuova patologia: la sensibilità al glutine. Per quanto non siano ancora disponibili indagini ad ampio respiro nella popolazione generale, sembra che questa nuova condizione sia di gran lunga più frequente rispetto alla celiachia (la sensibilità al glutine è caratterizzata da sintomi simili a quelli della celiachia e dell’allergia al grano, dà generalmente esito ad esami negativi per queste due patologie e si configura come una situazione transitoria che si può risolvere semplicemente adottando una dieta senza glutine)”.


Spiega Ulrich Ladurner, fondatore e presidente del Gruppo Dr. Schär: “quando gli amici di Nipfood ci hanno presentato il progetto, abbiamo deciso fin da subito di appoggiarli in questa impresa da record, con il duplice obiettivo di fare informazione sulla celiachia e sulla sensibilità al glutine, e di dimostrare in modo simpatico come oggi l’alimentazione senza glutine non sia più una restrizione della dieta alimentare. Cucinare senza glutine infatti non deve significare rinunciare ad un’alimentazione gustosa e saporita e al piacere della buona tavola o perché no, anche semplicemente di una buona pizza. Bisogna poi anche incoraggiare i ristoratori a migliorare il loro servizio, inserendo menu senza glutine“.


Quanto al nome della pizza, “Ottavia”, è Dovilio Nardi a spiegarne il significato in questi termini: “la pizza, piatto ambasciatore della cucina made in Italy in tutto il mondo, ha origini molto antiche con oltre tremila anni di storia. Già nell’antico Egitto era usanza celebrare il compleanno del Faraone, mangiando una schiacciata di farina condita con erbe aromatiche. Ottavia, nome di origine romana, significa ‘Ottavo figlio’ ed è un omaggio al primo imperatore romano Ottaviano Augusto, simbolo di una svolta epocale nella storia di Roma, e dell’ingresso in un periodo di grande fermento economico e culturale: per questa ragione Ottavia si candida ad essere emblema di buon auspicio per la ripresa di tutti i Paesi”.

 

Dove è finita poi la pizza Ottavia? In parte è stata direttamente tagliata e distribuita al pubblico presente, in parte è stata consegnata alla Fondazione Banco Alimentare, che ha poi provveduto a distribuirla direttamente a diverse associazioni ed enti di aiuto a distribuzione pasti ai poveri.


(Luigi Torriani)

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