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Bellinzona Città del Gusto 2011

 

 

Correva l’anno 2000 quando gli svizzeri lanciarono la fortunata idea della Settimana del gusto. Una kermesse di forte richiamo internazionale che prevede ogni anno la scelta di una Città del Gusto e di un Padrino nazionale del Gusto. Quest’anno – dal 15 al 25 settembre – sarà di Bellinzona l’onore e l’onere di rappresentare la capitale dell’enogastronomia elvetica. Padrino della manifestazione lo chef Martin Dalsass, del ristorante Santabbondio di Sorengo (una stella Michelin).

 

La forte crescita della gastronomia ticinese negli ultimi anni è certificata dalle valutazioni sempre più lussinghiere della Guida Michelin edizione 2011. Edizione che premia ben sei ristoranti, con un due stelle a Rolf Fliegaut del ristorante “Ecco” (annesso all’Hotel Giardino di Ascona), e con una stella per Lorenzo Albrici della Locanda Orico di Bellinzona, per Martin Dalsass del Santabbondio di Sorengo e ben tre new entries: Ivo Adam del Seven di Ascona, Frank Oertle dell’Arté di Lugano e Gian Luca Bos del Conca Bella di Vacallo. La Svizzera nel suo complesso, peraltro, raggiunge un totale di 113 stelle (con 3 due stelle), ed è il Paese con il più alto numero di stelle Michelin per abitante.

 

 

Ma al di là dell’ambito dell’alta cucina il Canton Ticino può vantare tutta una serie di prodotti locali di sicura rilevanza per quantità e per qualità. La Settimana del Gusto – il cui programma (comprensivo anche di concerti, mercati librari ed eventi culturali) è ampiamente illustrato all’indirizzo http://bellinzona-cittadelgusto.ch/ – può essere un’occasione per conoscere meglio i numerosi prodotti tipici delle filiere agroalimentari ticinesi.

 

 

A cominciare dal comparto vinicolo, che ha una storia antichissima e che dal 1984 è tutelato dall’ufficio di promozione della vitivinicoltura ticinese Ticinowine (http://www.ticinowine.ch/page.asp?load=393).

 

 

Gli oltre mille ettari di vigneti coltivati in Ticino sono coperti per oltre l’80% dal vitigno Merlot, che fu impiantato per la prima volta nel 1906 e da allora – dati gli ottimi risultati – particolarmente incoraggiato dalle autorità e dalle più importanti cantine. La restante superficie è caratterizzata da una ventina di varietà, tra le quali il Gamaret con uve a bacca rossa e lo Chardonnay con uve a bacca bianca, varietà considerate di particolare pregio. I viticoltori ticinesi sono oltre 3600, e le coltivazioni della vite cominciano già a Chiasso, subito oltre il confine italiano, e preoseguono in tutto il Cantone fino al san Gottardo.

 

 

Molte anche le varietà di salumi nostrani (dai cotechini alle mortadelle alle luganighe ai salametti), che saranno ampiamente proposti dagli oltre cento ristoranti e grotti ticinesi che parteciperanno alla Settimana del Gusto di Bellinzona. Tra i formaggi, protagoniste saranno in particolare le formaggelle grasse e semigrasse di alpeggio e i caprini segnalati con il marchio “Capra Ticino”.

 

 

Tutt’altro che trascurabile è poi l’olio extravergine di oliva ticinese, la cui storia risale al XVII secolo e che viene immortalato nel romantico Sentiero dell’Ulivo che a Lugano collega tra loro le frazioni di Castagnola e Gandria attraverso una mulattiera in riva al lago. Altro prodotto caratteristico è la castagna, con tutta una serie di derivati alimentari, tra i quali farina, pane, torte, dolci, marmellate, birra (alla Settimana del Gusto sarà presente, tra l’altro, un’edizione speciale e limitata della “Birra Bellinzona”). Non a caso il miele ticinese è prevalentemente di castagno, anche se soprattutto nel Sottoceneri sono frequenti anche i mieli di robinia e di acacia. Recentissima è la reintroduzione del mais da polenta nel canton Ticino, un’operazione che è andata in porto nel 1997 dopo anni di sperimentazioni e di studi agronomici. Questo ha permesso di riscoprire un vecchio prodotto carattristico della Val Onsernone, la “farina bona”, che è una farina di mais tostato.

 

 

L’appuntamento è quindi per i giorni dal 15 al 25 settembre a Bellinzona. Per una kermesse che costituisce un esempio assolutamente da imitare di valorizzazione delle filiere agroalimentari del territorio.

 

 

(Luigi Torriani)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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