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Pesce: meglio fresco, ma i prezzi tengono frenati i consumi

Ricerca ISMEA sul consumo di pesce da parte degli italiani. Tra i prodotti ittici è il pesce fresco dei nostri mari in cima alle preferenze degli italiani, ma il fattore prezzo costituisce una grande barriera all’acquisto.

 

A confermarlo è l’andamento dei consumi, con gli acquisti domestici che nel 2010 hanno segnato, nel segmento del fresco, una contrazione del 5,7% su base annua, in risposta ad un aumento dei prezzi di oltre il 4%. I risultati emergono dall’indagine Ismea presentata il 28 maggio alla tavola rotonda “Il pesce a tavola: percezioni e stili di consumo degli italiani”, organizzata a Genova nell’ambito di Slow fish 2011, su iniziativa congiunta di Slow food e Ismea.
Una chiara predilezione, quindi, per il fresco pescato, meglio se proveniente dai mari italiani, rispetto ai prodotti congelati, surgelati e decongelati. Anche se le evidenze sembrano almeno in parte fornire indicazioni diverse. Basti pensare – rileva l‘Ismea – che nella top five delle specie fresche maggiormente acquistate ben quattro provengono in prevalenza da allevamenti. E che gran parte del fabbisogno ittico dell’Italia è soddisfatto dalle importazioni.
E’ evidente, insomma, che alle preferenze espresse dai consumatori corrisponda, nei fatti, un diverso comportamento di acquisto, condizionato nel momento della scelta anche dal fattore prezzo.

 

Davanti al banco del pesce – spiega ancora l’indagine – convivono dunque in maniera evidente nel consumatore una sfera emotiva ed una razionale. A livello emozionale il pesce fresco assume un fascino particolare che rende gratificante e coinvolgente l’atto di acquisto, ma l’elemento razionale, che influenza maggiormente le scelte, favorisce soprattutto le specie d’allevamento e i prodotti surgelati e congelati.

Alle prime il consumatore associa maggiori garanzie di sicurezza rispetto al pescato in mare, ritenuto più esposto agli effetti dell’inquinamento delle acque. Il pesce surgelato, invece, è favorito sia sotto l’aspetto della sicurezza igienico-sanitaria, sia sotto il profilo della praticità e del contenuto di servizio. In generale, comunque, con la sola eccezione del decongelato, il giudizio dei consumatori sugli aspetti salutistici dei prodotti ittici sono sempre positivi, anche in considerazione della digeribilità e della leggerezza. Qualità che, a giudizio dei consumatori, rendono il pesce uno degli alimenti più indicati anche per l’alimentazione infantile. Riguardo agli elementi informativi, non devono mancare, a giudizio dei consumatori, le indicazioni di prezzo, provenienza, specie ittica e stato fisico (se si tratta cioè di pesce fresco o decongelato). Di difficile comprensione risultano, invece, le indicazioni sulla zona di cattura, che si limitano a codificazioni Fao considerate troppo generiche e poco intuitive.

Dai dati 2010 emerge, intanto, che i consumi ittici delle famiglie italiane, in base alle rilevazioni dell’Ismea, hanno segnato nel complesso una contrazione quantitativa del 2,4%, invertendo la tendenza positiva del 2009.
Tra i prodotti maggiormente penalizzati il pesce fresco e il congelato sfuso, mentre la classifica delle specie più acquistate, nel comparto del fresco, vede in testa i mitili, seguiti da orate, alici, spigole e vongole. Sempre lo scorso anno le importazioni di prodotti ittici sono cresciute del 2,5% in volume e del 10,8% in valore, per un quantitativo che ha sfiorato i tre quarti del fabbisogno nazionale.

(Da www.aiol.it)

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