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Ricordi golosi per i turisti stranieri. Per uno su 4 il souvenir è gastronomico!

Per il turista straniero in Italia il souvrenir da acquistare è sempre di più un prodotto alimentare! Si prospettano, di conseguenza, nuove opportunità per le aziende del settore.

L’aumento della presenza di turisti provenienti da altri Paesi ha infatti effetti positivi sugli acquisti di beni enogastronomici Made in Italy, come le tradizionali bottiglie di olio e di vino, che per quasi uno straniero su due (45%) aiutano a mantenere vivo il ricordo dell’Italia.
È quanto afferma la Coldiretti nel commentare il rapporto sul turismo internazionale di Bankitalia secondo il quale nel mese di giugno per la bilancia dei pagamenti turistica italiana, che ha registrato un saldo netto positivo di 1,387 miliardi di euro, contro gli 1,286 miliardi dello stesso periodo del 2009.

L’acquisto di una bottiglia di vino o di olio locali per ricordare un luogo appena visitato è uno dei comportamenti più diffusi, che alimenta una fiorente economia territoriale e dà l’opportunità di garantirsi dal viaggio un testimone unico per caratteristiche, qualità e gusto. D’altra parte la visita in Italia garantisce la possibilità di fare acquisti convenienti prodotti di grande fama all’estero dove spesso sono però commercializzati a prezzi molto più elevati con il rischio inoltre di imbattersi in falsi ed imitazioni di minore qualità. Infatti nelle vendite all’estero oltre all’aumento dei costi determinati dal trasporto si aggiungono spesso per i prodotti tipici limitazioni quantitative e sanitarie all’export e dazi doganali che determinano la moltiplicazione dei prezzi

Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d’Aosta, dal limoncello campano al Caciocavallo del Molise sono alcuni dei souvenir più richiesti dai turisti per portare un ricordo “appetitoso” dei luoghi di vacanza. Una tendenza in rapido sviluppo favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verificata nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, feste e sagre di ogni tipo.

Il turismo enogastronomico vale infatti cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy che è l’unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale L’Italia è l’unico paese al mondo che può contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 210 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 498 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt).

(Da www.italiaatavola.net)

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