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Caprioli hi-tech

Sulla prestigiosa rivista dove scrissero Newton e Darwin anche la firma dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige.

La pubblicazione di 140 pagine tratta le implicazioni e le opportunità offerte dall’uso di ricevitori satellitari per la localizzazione di animali in natura, ma anche di altri sistemi per il monitoraggio animale e ambientale.

Sul sito web di “Philosophical transactions B” della Royal society, la più longeva rivista scientifica mondiale (il primo numero è uscito nel 1665!) su cui scrissero Isaac Newton, Charles Darwin ed altri celebri studiosi che hanno segnato la storia della scienza moderna, è stata pubblicata in questi giorni una monografia della ricercatrice dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, Francesca Cagnacci, assieme a Luigi Boitani, Roger A. Powell e Mark S. Boyce.

La pubblicazione di 140 pagine, scaricabile liberamente fino al 31 luglio dal sito di royalsocietypublishing, si intitola “Opportunità e sfide per l’uso in ecologia dei dati di localizzazione animale basati su sistemi Gps”. Più semplicemente tratta le implicazioni e le opportunità offerte dall’uso di ricevitori satellitari per la localizzazione di animali in natura, ma anche di altri sistemi per il monitoraggio animale e ambientale.

L’idea di questa iniziativa ha avuto origine durante gli studi di Francesca Cagnacci sui caprioli del Monte Bondone, in cui la ricercatrice utilizzò collari con tecnologia Gps.

Oggi il Centro ricerca e innovazione sta proseguendo nella ricerca relativa all’uso di nuove tecnologie nello studio degli animali, in collaborazione con enti di ricerca anche del territorio trentino.

Come si svolge la ricerca? Una volta pianificata la ricerca e individuate le aree di studio, si catturano gli animali con reti o esche: si applica quindi il collare prestando attenzione e cura. Una “sim card” trasmette direttamente le informazioni ai ricercatori che, in laboratorio, analizzano i dati e mettono a punto modelli di studio.

“La telemetria Gps, ovvero questo sistema tecnologico di localizzazione, afferma Francesca Cagnacci, ci consente di capire gli animali nell’ecosistema, come si relazionano ad altri individui della medesima o di altre specie e come utilizzano le risorse dell’ambiente. In questo modo possiamo raccogliere informazioni complete, aumentare le nostre conoscenze, che saranno la base per mettere a punto strategie di conservazione e gestione”.

La monografia sarà pubblicata anche in formato cartaceo sul numero 365 (1550), in uscita il prossimo 27 luglio.

 

da aiol.it

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