L’università Bocconi di Milano, tramite l’istituto SDA ed insieme al Gruppo Giovani di Federalimentare, ha condotto una ricerca sulla Supply Chain alimentare che illustra in dettaglio alcune dinamiche strutturali dal grosso impatto sulla competitività delle aziende presenti nel settore.
Universofood.net ringrazia i ricercatori e l’università Bocconi per aver messo a disposizione i risultati che potrete consultare per esteso in fondo alla pagina tramite il documento segnalato.
Esclusivamente per i membri registrati al sito, presentiamo qui di seguito un breve riassunto delle conclusioni a cui questa ricerca è giunta, così da suggerire alcune metodologie di intervento pratico per tutti quei soggetti che sono interessati a migliorare, nel ramo alimentare, la propria competitività.
Agenda della ricerca il progetto di ricerca è partito sulla base dei seguenti punti:
Analizzare la supply chain del settore alimentare in maniera dettagliata, operatore per operatore, per poi evidenziare quali dinamiche strutturali e congiunturali intervengono a modificare la competitività dell’azienda.
Segue una precisa analisi statistica di tali effetti.

Tale mole di lavoro ha permesso di illustrare come le imprese del settore alimentare affrontino il tema della logistica e di analizzare il contributo che essa può fornire sul fronte del recupero della competitività. Scopo, ambito e metodologia della ricerca i nodi chiave del tema trattato si sono rivelati essere la gestione integrata dei flussi fisici e dei flussi informativi, l’adozione delle corrette modalità di gestione delle variabili di logistica e lo sviluppo di modelli gestionali improntati su maggiori livelli di collaborazione tra gli attori della filiera.

Per poter analizzare dati che fossero il più indicativi possibile, il gruppo di ricerca ha scelto di suddividere il progetto in diverse fasi:
– Focus group con soggetti operanti nel settore al fine di condividere le linee guida del progetto.
– Analisi di casi pubblicati nella letteratura nazionale allo scopo di identificare quelle prassi logistiche che possono avere un impatto rilevante sulla competitività
– Creazione di un modello di riferimento competitività/prassi
– Sviluppo un questionario adeguato identificvando la tipologia di dati da raccogliere sul campo
– Analisi di alcuni casi pubblicati per l’approfondimento di specifiche prassi caratterizzate da maggiori potenzialità o da minor grado di diffusione.
Allo scopo di chiarificare al meglio che tipo di soggetti hanno indirizzato la ricerca, è bene citare il campione di aziende analizzato, che prevede un 45% di esse appartenenti alla PMi con il 50% dei partecipanti totali che operano con la GdO.
La merceologia trattata prevede il 50% di aziende che operano con prodotti secchi, il 26% con prodotti a temperatura controllata ed il 22% che commercializzano prodotti freschi. Infine, il 60% delle aziende raggiunge una quota di export sul fatturato pari al 20%.
All’interno del documento sono presenti numerosi grafici sintetici ma dal grande potere esplicativo che mostrano nel dettaglio tutte le fasi della ricerca, i dati analizzati e le variabili considerate: nel nostro lavoro di sintesi abbiamo preferito non riportare troppi elenchi e cifre, lasciando all’utente la possibilità di ricercare nel documento completo, peraltro di facile lettura, ciò che più lo interessa.
E’ chiaro comunque che un campione di questo tipo, grazie alle direttive di ricerca adottate, fornisca un ampio e dettagliato spettro della logistica alimentare italiana, ne segue quindi che le conclusioni tratte possano essere utili ed applicabili alla totalità delle aziende di settore.
Sintesi con la conclusione del processo di indagine si sono rivelate le direttrici primarie di intervento e si è potuti giungere ad una sintesi delle situazioni critiche riconoscibili: i temi logistici, infatti, non sono legati solo a questioni infrastrutturali o di trasporto, ma riguardano anche la complessa gestione dei rapporti tra gli attori a monte e a valle della filiera, e sollevano quindi la necessità di sviluppare una maggiore propensione alla collaborazione interaziendale, sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie web-based (meno invasive rispetto alle ICT tradizionali).

Altro importante traguardo che ogni azienda dovrebbe raggiungere è l’accomunamento dei fabbisogni logistici per aumentare la massa critica, così da poter accrescere il proprio potere contrattuale nei confronti della distribuzione e dei carriers, dei quali si possono sfruttare le potenzialità offerte nell’ambito del consolidamento dei flussi logistici, dei servizi di postponement e supporto ai processi di internazionalizzazione.
Gli operatori logistici, invece, dovrebbero agire per far meglio comprendere e valorizzare il loro contributo all’interno della filiera, proponendo pacchetti di servizi mirati per le piccole imprese, aumentando il livello di sintonia nei confronti dei fabbisogni delle stesse.
Infine, a livello istituzionale, e necessario operare secondo precisi obiettivi: favorire tramite alcuni “soggetti aggregatori” d’offerta ed “erogatori” di servizi, il consolidamento dei fabbisogni logistici, lo sviluppo di operatori specializzati, il supporto ai processi di internazionalizzazione.
Il tutto senza escludere adeguati supporti finanziari che stimolino la nascita e lo sviluppo di reti e piattaforme logistiche a vocazione internazionale.
