Ricerca del CERSI CERVIN e dell'Università Cattolica Sacro Cuore

Il CERSI (CEntro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale) – Università Cattolica Sacro Cuore e il CESVIN (CEntro SViluppo INnovazione) operante presso la sede di Cremona del Politecnico di Milano hanno effettuato uno studio molto interessante sulle Information and Comunication Technologies all’interno dell’industra alimentare.

Universofood.net presenta a tutti i suoi utenti le conclusioni, assai significative, di tale studio, che analizza diffusione e reale utilizzo delle ICT (Information and Comunication Tecnologies) come strumenti di supporto ai processi delle aziende del settore alimentare: La ricerca, sviluppata nelle aree del cremonese, copre aspetti infrastrutturali (hardware e software), economici (spesa ed investimenti), strategici ed organizzativi, ed è stata svolta tramite interviste dirette ai responsabili dei sistemi informativi, ai titolari e tramite un questionario anonimo in azienda rivolto agli utenti.

 

Il campione analizzato è di 20 aziende, dalle piccole alle grandi.
Ecco quindi i risultati in sintesi.
In fondo alla pagina avrete la possibilità di scaricare il documento contenete la ricerca completa.

Universofood coglie l’occasione per ringraziare i ricercatori e gli istituti che hanno preso parte allo studio e Progetto6 che ci ha fornito il documento stesso.
Rapporto ICT sull’Industra Alimentare: Risultati in sintesi Infrastruttura hardware e software generalmente viene registrata una buona diffusione ICT di base, ma manca un’apertura verso tecnologie innovative poiché c’è poca conoscenza delle ICT stesse e della varietà di soluzioni esistenti; la capillarizzazione pc/utente è medio-bassa, mentre per quanto riguarda le stampanti, quelle in bianco e nero sono la metà del parco installato, con laser a colori e multifunzione scanner/fax/stampante a ritagliarsi la restante percentuale.

La categoria “Applicazioni Mobile&Wireless” per l’identificazione automatica prodotti (ossia tutto il ramo denominato RFID delle ICT) è presente in 12 aziende su 20, mentre palmari o smartphone sono in dotazione soltanto a 8 e, per di più, unicamente come strumenti di mobile office e non, quindi, per l’automazione dei processi.
A livello informatico c’è un buon utilizzo dei Server, che evidenziano una ridotta età media dei componenti, ma non è utilizzata la soluzione evoluta della virtualizzazione, così come a livello di archiviazione vengono utilizzati sistemi tradizionali a discapito di più pratici e funzionali NAS o SAN.

L’aspetto “sicurezza informatica” è ben curato in quanto tutti usano firewall e antivirus, ma solo un paio sfruttano l’ulteriore filtro derivante da un proxy server.
Per tutti i soggetti la comunicazione viene tenuta con e-mail, telefono e fax ma solo un numero limitato utilizza sistemi evoluti come EDI e VoIP (a sua volta sfruttata solo con le funzionalità della chat) nonostante un generale buon livello qualitativo delle connessioni internet. Da ciò deriva, prevedibilmente, una grande diffusione di sistemi software di Office Automation, con MS Office che la fa da padrone.

Addentrandosi sempre più negli aspetti specialistici delle ICT la ricerca evidenzia come il 95% delle imprese abbia un sistema gestionale ma quasi nessuno adotti strumenti di Business Intelligence e dematerializzazione dei documenti che sono, come accennato all’inizio, poco conosciuti.
Detto delle connessioni internet, è deludente rilevare come la rete sia utilizzata sì per acquisire informazioni o accedere a servizi bancari ma non sfruttata per altre potenzialità, come l'”e-learning” o per gli acquisti online che si limitano a piccoli importi o a materiali di consumo; allacciandosi a questo aspetto “refrattario” al web constatiamo quanto i siti stessi delle aziende siano delle vetrine poco aggiornate, manchino di servizi di e-commerce e di interfaccia ordini per gli agenti.

In conclusione, la Produzione è generalmente ben sviluppata da un punto di vista hardware, mentre l’Amministrazione & Finanza ha un grado di adozione delle ICT superiore ad ogni altro settore d’azienda, con i Sistemi Informativi che risultano meno evoluti a causa dell’incidenza delle piccole e medie imprese in cui tale funzione non è presente.

La Spesa ICT Negli utlimi 4 anni la spesa per addetto varia tra 550€ (PMi) e 1250€ (grandi) con un andamento che risulta legato alle scelte di investimento e strategia, nonostante nell’85% dei casi spesa corrente ed investimenti per le ICT abbiano un’ incidenza bassissima sul fatturato aziendale.
Il 60% delle aziende campione ha come investimenti in programma l’ammodernamento del parco macchine mentre il 40% è orientato al software ma anche allo sviluppo del sito web: ciò conferma le scarse prestazioni attualmente offerte dalla “vetrina internet” rispetto ai desideri ed alle necessità.

 

La funzione Sistemi Informativi e il processo di adozione delle ICT Solo in 7 aziende (medie e grandi) esiste un responsabie ICT, mentre nelle altre è una persona di Amministrazione & Finanza che funge da punto di riferimento. Direzione, Amministrazione e Sistemi Informativi (se presenti) sono i principali promotori di nuove ICT, con la gestione di un progetto che viene affidata al responsabile ICT se presente o ad un consulente esterno che si affianca a chi di solito segue queste tematiche.

L’adozione di nuove ICT è generalmente spinta da fattori interni (possibilità di incrementare la produttività dei processi (100%), migliorare le informazioni a disposizione (89%) e tracciabilità (74%) e, nonostante ciò, le difficoltà di adozione sono di tipo organizzativo legate alla diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie (53%), alle resistenze dei dipendenti nel cambiare il modus operandi (47%), alla presenza di “altre priorità” (47%).

Outsourcing delle ICT Il 10% degli intervistati, per strategia aziendale non affida le ICT in outsourcing, con il restante 90% che sfrutta questa possibilità per sopperire ad una mancanza di competenze interne o per accedere a competenze di eccellenza, suddividendosi così: piccole e medie imprese adottano un outsourcing tradizionale ad ampio spettro di servizi, le grandi ricorrono ad uno più selettivo per attività mirate.
Così i fornitori di ICT sono valutati in base alla tempestività nell’assistenza tecnica e per le competenze applicative, lasciando solo in secondo ordine prezzo e vicinanza geografica. Il Parere delle Aziende e degli Utenti Le ICT sono viste come assoluta opportunità: sono fondamentali per la singola impresa e per il settore alimentare nel suo complesso per gestire informazioni e processi, ed introdurne di nuove significa prestare attenzione alla gestione dei cambiamenti organizzativi introdotti e non ai costi.

Gli addetti/utenti sottolineano l’importanza futura delle ICT nelle loro attività, registrando tra gli utenti un livello di soddisfazione elevato soprattutto nelle funzioni strategiche: Amministrazione & Finanza
, Produzione e Qualità
. La ricerca dunque evidenzia come a dispetto un un sistema largamente poco sfruttato rispetto alle potenzialità che la tecnologia oggi offre e nonostante una generale diffidenza verso novità tecnologiche unita ad uno scarso interesse/conoscenza nella materia, la presenza delle ICT è un fondamentale elemento di produttività e un formidabile abbattitore dei costi, che regala soddisfazioni ad ogni livello gerarchico dell’azienda, sia essa una piccola unità locale o un grande attore del mercato alimentare.

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