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Oscar Green 2014. Le aziende agricole più innovative dell'anno

Oscar Green 2014

Oscar Green è il grande concorso di Coldiretti Giovani Impresa che ogni anno premia i giovani imprenditori italiani del settore agroalimentare che si sono distinti per innovazione e creatività. Vediamo quali sono i vincitori dell’edizione 2014 di Oscar Green (qui i vincitori di Oscar Green 2013; qui i vincitori di Oscar Green 2012; qui i vincitori di Oscar Green 2011).

 

 

 

TUTTI I VINCITORI DI OSCAR GREEN 2014

 

CATEGORIA IDEANDO

Vincitore: SOCIETA’ AGRICOLA ALGHITALY – MATTEO CASTIONI (Sommacampagna – Veneto) – LE MICROALGHE ELISIR DI LUNGA VITA

Motivazione del premio:Dalle microalghe la Silicon Valley del Veneto: ricerca e agricoltura hanno arpionato il futuro. Qui è un turbinio di invenzioni e brevetti, attorno al macro mondo delle micro alghe. Vengono impiegate come integratori e ricostituenti nelle diete ipocaloriche. Hanno il 60 % di proteine e sono ricche di aminoacidi. Ecco a voi la Spirulina, tutta italiana. Di filiera veneta. Se spirulina è stata esplosiva, l’alga haematococcus si annuncia come la sorpresa del futuro. Ricca di omega tre e antiossidanti, contiene 550 volte la vitamina E e 20 volte il betacarotene, ricercata dalla cosmesi, ma con incredibili impieghi nella farmaceutica, non soltanto come antitumorale. Quello che però rende incredibile questa Silicon Valley del Veneto è il fatto che Matteo e Francesco, mai avrebbero potuto produrre le alghe se non avessero inventato un metodo economico per sostituire i fotobioreattori utilizzati da americani e giapponesi per produrre spirulina e haematococcus di qualità. Prossima frontiera? Impianti per la produzione delle alghe fai da te, ognuno a casa sua. Intanto però le alghe sono impiegate in agricoltura (basti pensare che con soli 5 grammi si fertilizza un ettaro di terreno), nei mangimi, solo 5 grammi di alghe per un pollaio intero, e nella salute dell’uomo, al costo di un caffè al giorno”.

 

– CATEGORIA ESPORTARE IL TERRITORIO

Vincitore: IL PANETTIERE – DOMENICO D’AMBROSIO (Altamura – Puglia) – LE PRIME CHIPS DI PANE CHE PIACCIONO A GRANDI E PICCINI

Motivazione del premio:Le patatine senza le patate sono “panatine”, le innovative chips di Altamura: silhouette! Che gioia. Si direbbe, dalla padella alla brace. Così nascono le “panatine” di Altamura: le chips senza patate, che non conoscono frittura. Leggere, croccanti, ai mille sapori. Ne puoi mangiare quante ne vuoi, senza preoccuparti della linea. Dietro quelle panatine c’è una piccolissima sfoglia di pane. E una lunga tradizione di panificazione. Da un gesto, quello di strappare la corteccia del pane che ad Altamura tutti compiono, nasce l’intuizione della sfoglia di semola di grano duro, oggi nota come “Panatina”. E’ pensata per tutti, per chi ha problemi di alimentazione e per chi tiene alla linea, per essere gustata come chips o per accompagnare dei fantastici aperitivi. Domenico, l’ha pensate per i giovani, ma già fa gola a piccoli e grandi. Il forno è a lavoro per imbustarle al sapore d’olio d’oliva di queste terre o al formaggio. Ma Panatina è puro e semplice pane. Quello della migliore tradizione di Altamura.

 

CATEGORIA STILE E CULTURA D’IMPRESA

Vincitore: AZIENDA AGRICOLA POLOSA – PASQUALE POLOSA (Oppido Lucano – Basilicata) – DALLA CANAPA STUPEFACENTI SORPRESE CULINARIE

Motivazione del premio: “Il potenziale della canapa? E’ stupefacente: olio, pasta, cioccolato e biscotti dalla profonda Lucania. C’è da abbattere le resistenze di una cultura cristallizzata e trasversale che vede la canapa come pura sostanza stupefacente impedendone così lo sviluppo di tutte le sue potenzialità. Pasquale dopo i suoi studi universitari decide di affrontare ogni avversità e di farlo in un territorio che di barriere non ha solo quelle del pregiudizio. Individua un antico canapaio, dove probabilmente in passato veniva prodotta la canapa e mette in coltura 10 ettari di canapa, di quelle a basso contenuto di principio attivo e ad alto contenuto di proprietà terapeutiche. Ecco i trasformati ed ecco un olio incredibile per le sue potenzialità da impiegare nella medicina e nella nutrizione umana. Il risultato sono farine e biscotti, pasta e cioccolato, ma anche fibra, tessuti e materiale per la bioedilizia oltre che pannelli fonoassorbenti. Dal pregiudizio nasce l’impresa e dalla canapa il riscatto di un territorio”.

 

– CATEGORIA NON SOLO AGRICOLTURA

Vincitore: CONAPROA – SALVATORE SORBO (Molise-Campania) – LE API CENTRALINE ANTINQUINAMENTO DELLA TERRA DEI FUOCHI

Motivazione del premio: “Terra dei fuochi, 10 milioni di api al giorno indagano il territorio: terra, aria e acqua passate a setaccio. Volano, si cibano di nettare e acqua che sgorga dalle falde, catturano le polveri sottili, il noto pm10, tra i loro peli e trasmettono le informazioni raccolte, ogni giorno, al loro alveare. E le api non mentono. Salvatore Sorbo, giovane apicoltore che ha aderito al Conaproa, il consorzio degli apicoltori, ha messo le sue arnie a disposizione del progetto. Biomonitoraggio dell’ambiente attraverso le api, che mette insieme l’università di Napoli con l’università degli studi del Molise. Ecco la verità sulla terra dei fuochi. 10 milioni di giubbe verdi, anzi gialle, ogni giorno ci raccontano qual è il grado di inquinamento dell’acqua di cui si abbeverano. Fanno lo stesso sui terreni e sulla vegetazione. E persino con le particelle di inquinamento presenti nell’aria. I loro alveari, le loro arnie, sono centraline di monitoraggio, di biomonitoraggio, ognuna delle quali controlla 7 chilometri quadrati di territorio. E ogni giorno ricercatori, mondo della conoscenza e dell’agricoltura, impresa del territorio e università, prelevano le informazioni dall’alveare per raccontare a che punto siamo, qual’è la verità sulla terra dei fuochi.”.

 

– CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

Vincitore: SOCIETA’ AGRICOLA CASCINA PIROLA (Cassinade Pecchi, Lombardia) – GUGLIELMO STAGNO D’ALCONTRES –  LE FRAGOLE VOLANTI CON LA CARTA D’IDENTITA’

Motivazione del premio: “Dalle fragole energia pulita per tutti e l’Ape Piaggio incanta l’Expo: benvenuti nel favoloso mondo Straberry. A pochi passi dal centro di Milano, a pochi giorni dall’evento dell’Expo, ci sono delle serre spaziali che spezzano la skyline della metropoli e dei piccoli furgoni piaggio coloratissimi al passo lento del chilometro zero nell’underground della città. Ma cos’è questo brulicare di campagna nel turbinio metropolitano? Il favoloso mondo di Straberry. Qui le serre sono riscaldate con pannelli fotovoltaici che hanno aperture automatizzate sia laterali che sul tetto. Mentre dei sensori di temperatura e umidità regolano, ad ogni istante la gioiosa vita delle fragole. Certificazione e qualità qui non conoscono rivali: basta una foto al qr-code e di quella fragola conosci chi l’ha raccolta, a che ora e in quale centimetro quadrato di orto sospeso. E’ qui che viene prodotta ogni giorno energia pulita per 5mila persone, oltre tutta quella che serve per gli impianti dell’azienda. Mentre a monopolizzare Expò 2015 ci penseranno i furgoncini Ape Straberry. Non ci sarà un solo curioso a Milano che non avrà assaggiato una di queste fragole e non ne avrà ascoltato il racconto. Qui è tutto strabuono, strabello, strapulito. Straberry”.

 

CATEGORIA IN FILIERA

Vincitore: CASEIFICIO DI MANCIANO (Manciano, Toscana) – CARLO SANTARELLI – PECORINO ANTICOLESTEROLO IL MIGLIORE AMICO DEL CUORE

Motivazione del premio: “Pecorino toscano “Amico del cuore”: ecco il formaggio che abbatte il colesterolo. Se fino ad oggi a chi è affetto da colesterolo veniva consigliato di tenersi lontano dal pecorino, ecco quello che il colesterolo non soltanto lo ferma, ma addirittura lo abbassa. ‘Amico del cuore’. Il progetto scientifico è stato realizzato al caseificio di Manciano, in collaborazione con l’università di Pisa e di Cagliari. Ma ecco l’aspetto più sorprendente: il pecorino anticolesterolo non viene realizzato intervenendo con additivi nel latte. Ma semplicemente cambiando pascoli e mangimi alle pecore. Mille campioni, 24 prove di caseificazione, cento formaggi sotto analisi e i risultati sono sorprendenti. Questo formaggio arricchito di omega tre e Cla, non fa soltanto bene all’uomo, ma per ottenerlo si nutrono le pecore in modo sano, migliorando anche la loro salute. Ad esempio l’incidenza del tumore alla mammella sugli animali si è ridotta del 50%. Insomma le pecore al pascolo brucano il lino, e in stalla lo mangiano arricchito con olio di soia. Per un latte naturale e di altissima qualità tutto l’anno. E’ talmente richiesto che il consorzio è a caccia di allevatori che nutrano i propri animali con queste essenze foraggiere. Ecco come rinasce l’agricoltura. Scienza e natura a servizio della salute”.

 

MENZIONE SPECIALE” PAESE AMICO”

Vincitore: CARCERE DI CAPANNE (Capanne-Perugia, Umbria) – BERNARDINA DE MAIO – LA LIBERTA’ E’ NELL’ORTO DEL CARCERE

Motivazione del premio: “A un metro dalla libertà, ma quella vera è nell’orto: in carcere la natura fa miracoli. Un metro, poco più poco meno, ogni giorno, li separa dalla libertà. «Ma quella vera è il lavoro nei campi, la gioia di vedere i nostri prodotti crescere, la bellezza di sentirsi cambiati, utili, positivi». Siamo in aperta campagna, nel cuore verde del’Umbria, tra ortaggi, frutta, voglia di vivere e di riscatto. Siamo nel carcere di Perugia. Qui è davvero possibile pagare gli errori ma riconquistarsi una dignità. Quella di essere lavoratori della terra, che mettono la qualità nel cestino della spesa, pensando ai bambini e alle famiglie che stanno a casa. Eccoli i detenuti di Capanne che ogni giorno scendono nell’orto perché quel lavoro è quanto di più prezioso possa esserci per ritornare a sentirsi vivi. C’è persino chi ha scontato la pena, potrebbe uscire ma ha fatto richiesta di rimanere. Almeno fino a quando la fuori non ci sarà un lavoro. A Perugia sono motivo di vanto e di orgoglio. I cittadini fanno la fila al mercato perché vogliono quegli ortaggi lì, quelli dei detenuti. E in tantissimi chiedono che gli vengano portati a casa. «Finalmente riesco a mandare la mia paghetta guadagnata onestamente col sudore, a mia moglie e ai miei figli». Ecco la cifra di un cambiamento vero. Se carcere vuol dire rieducazione, metti un orto nella cella e l’obiettivo è a portata di mano”.

(Luigi Torriani)

 

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