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Olio di oliva. Nel 2014 nuova crescita dell'import (+45%). Due bottiglie di olio su tre vendute in Italia non sono italiane

Olio di oliva crescono le importazioni (e le truffe)

Continua l’aumento delle importazioni di olio di oliva in Italia, con un +45% nel 2014. Segno inequivocabile di un’ulteriore crescita del fenomeno delle truffe e delle frodi nella filiera dell’olio.

 

 

 

Abbiamo trattato molte volte qui su Universofood del problema degli oli stranieri venduti come italiani. Abbiamo parlato del libro-inchiesta “Extraverginità. Il sublime e scandaloso mondo dell’olio di oliva” di Tom Mueller, del fumetto interattivo del New York Times “Extra Virgin Suicide. The adulteration of italian olive oil“, del fatto che il Gruppo Deoleo (in parte inglese, in parte spagnolo) vende 300 milioni di litri di olio spagnolo con marchi italiani (Bertolli, Carapelli, Sasso), del fatto che due tra i più importanti marchi italiani di olio (Sagra e Filippo Berio) sono stati venduti a una multinazionale cinese, e del fatto che il recente calo nella produzione di olio determina un ulteriore aumento del rischio di truffe e frodi. In sintesi: alcuni tra i più importanti marchi italiani di olio di oliva non hanno oggi una proprietà italiana; le aziende di olio che mantengono una proprietà italiana comunque nella gran parte dei casi commercializzano oli che non sono Made in Italy ma sono una miscela di oli di importazione di scarsa qualità provenienti prevalentemente da Spagna, Grecia, Tunisia e Medio Oriente; tutto questo avviene sostanzialmente all’insaputa dei consumatori, perché mancano norme adeguate sulla trasparenza e completezza delle etichette (a parte una legge italiana del 2012 e una recente normativa europea, di fatto mai implementate), per cui l’olio presenta in etichetta nome e marchio italiani, immagini che richiamano all’italianità del prodotto, stabilimento di produzione con indirizzo italiano e poi – unico obbligo – la generica dicitura a caratteri microscopici “miscela di oli comunitari” (o “comunitari e extracomunitari”).

 

D’altronde l’Italia è il primo Paese al mondo per le importazioni di olio di oliva, e il trend – secondo gli ultimi dati Istat – prosegue in questa direzione: nei primi sette mesi del 2014 le importazioni di olio di oliva in Italia sono aumentate del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e secondo le stime della Coldiretti gli arrivi di olio di oliva nel 2014 raggiungeranno il massimo storico, con un valore pari circa al doppio della produzione nazionale. Secondo la Coldiretti ad oggi in Italia almeno due bottiglie di olio di oliva su tre contengono almeno in parte oli stranieri (in certi casi miscelato con oli italiani). Sul fronte della chiarezza, completezza e trasparenza delle etichette alimentari segnaliamo comunque la recente – importante – iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole, che ha aperto una Consultazione pubblica sull’etichettatura dei prodotti alimentari.

 

(Luigi Torriani)

 

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