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De Girolamo. Letta accetta le dimissioni e diventa ministro dell'Agricoltura ad interim

ministro Nunzia De Girolamo

Travolta dallo scandalo dell’Asl di Benevento, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo si è dimessa, e il dicastero è stato assunto ad interim da Enrico Letta. Negli ultimi cinque anni il ministero dell’Agricoltura ha cambiato guida cinque volte (Luca Zaia, Giancarlo Galan, Francesco Saverio Romano, Mario Catania, Nunzia De Girolamo), rendendo impossibile qualsiasi forma di continuità nelle scelte politiche.

 

 

 

Nunzia De Girolamo diventa ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali il 28 aprile 2013. Inizialmente accolta con scetticismo e considerata da molti inadeguata al ruolo (ormai celebre l’episodio della “lontra-uccello” deriso dalla Littizzetto), la De Girolamo era riuscita in pochi mesi a ritagliarsi un ruolo di primo piano portando avanti una linea politica vicina alle posizioni della Coldiretti, di Sergio Marini prima e del nuovo presidente Roberto Moncalvo poi (opposizione totale agli ogm, difesa delle pmi – piccole e medie imprese – agricole italiane contro la grande distribuzione, lotta al falso Made in Italy). Dei nove mesi della De Girolamo alla guida del ministero dell’Agricoltura vanno ricordati, in particolare: il decreto legge che ha vietato la coltivazione di mais ogm in Italia (dopo il caso Giorgio Fidenato), le trattative per la nuova Pac, la partecipazione come ministro (che Confindustria definì “sconcertante”) alla battaglia del Brennero in difesa del vero Made in Italy, i tentativi (vani) di contrasto all’Italian Sounding, l’esenzione dall’Imu per i fabbricati rurali e i terreni agricoli, e le novità per l’agricoltura contenute del Decreto del Fare (taglio dell’accisa sul gasolio per le serre) e nella Legge di Stabilità (norme a favore dei giovani in agricoltura).

 

Ora, dopo lo scandalo dell’Asl di Benevento, sono arrivate – il 26 gennaio 2014 – le dimissioni della De Girolamo, e l’assunzione del dicastero ad interim da parte di Enrico Letta, che è di fatto il sesto ministro dell’Agricoltura negli ultimi cinque anni. Una mancanza di continuità inaccettabile, che viene sottolineata dalla Coldiretti nel comunicato stampa di commento alle dimissioni della De Girolamo: “ringraziamo Nunzia De Girolamo per  il lavoro svolto con passione ed impegno alla guida del Ministero dell’Agricoltura, dove occorre superare al più presto questa fase di incertezza dopo che sono già cambiati alla guida del Dicastero ben 5 Ministri negli ultimi cinque anni. È iniziato un anno determinante per l’attuazione della riforma della politica agricola europea (Pac) e per l’appuntamento dell’Expo, e l’agricoltura italiana ha bisogno subito di un riferimento istituzionale stabile e credibile“. Analoghe le preoccupazioni espresse da Copagri in questo comunicato stampa: “non entriamo ovviamente nelle ragioni che hanno spinto l’onorevole De Girolamo a dimettersi, ma chiediamo che subito, anche se in modo oculato, sia nominato un Ministro che possa dare continuità alle politiche agricole nell’ambito di un vero gioco di squadra del Governo. Basta col turnover al ministero dell’agricoltura, che ha portato cinque ministri in cinque anni a via XX Settembre, occorre dare continuità alle politiche agricole. Il settore ha di fronte problematiche molto importanti che impongono scelte ed azioni fondamentali per l’attualità e per i prossimi anni. Plaudiamo alla decisione del Presidente Letta che, come ha già avuto modo di dimostrarci nelle occasioni d’incontro con la COPAGRI, mostra interesse e sensibilità per il settore. E’ chiaro che, per le tante e delicate questioni che l’agricoltura ha sul tappeto, dall’attuazione della PAC fino all’organizzazione dell’Expo 2015, e l’elenco sarebbe piuttosto lungo, occorre comunque nominare presto un titolare del dicastero dell’agricoltura a pieno tempo. Siamo in una fase, sia sul fronte interno che europeo ed internazionale dove occorre rappresentare il settore in modo autorevole ed attendibile. Questo il Presidente Letta lo garantisce, ma occorre individuare una figura che stabilmente possa dare continuità al lavoro che bisogna svolgere da qui e per i prossimi mesi ed anni nell’interesse dell’agricoltura e del sistema agroalimentare e nell’ottica della grande strategicità di tale sistema, una figura che contribuisca, come può, all’uscita dalla crisi ed alla crescita del Paese”.

 

(Luigi Torriani)

 

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