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Vini italiani. I più bevuti in Italia

Quali sono i vini più bevuti dai lombardi? E dai laziali? Dai siciliani? Dai veneti? Dai piemontesi? Dai liguri? Dagli abruzzesi? Dai sardi? Vediamo, regione per regione, quali sono i vini più bevuti dagli italiani (dati Coldiretti, elaborazione su dati SymophonyIri group).

 

L’Italia è il Paese primo produttore e primo esportatore di vini al mondo, e l’export dei vini italiani è in continua crescita. Nel 2012 il comparto enologico (dati Istat) ha chiuso al primo posto tra le voci dell’export agroalimentare italiano, con una crescita del 7% sul 2011 per un totale di 4,5 miliardi. Tutto questo in un contesto in cui cresce il consumo mondiale di vini ma scendono i consumi di vino sul mercato interno italiano. Nel 2012 (dati Oiv) sono stati bevuti nel mondo 245,2 milioni di ettolitri di vino, con un +0,6% sul 2011, ma in Italia i consumi i vino sono scesi del 2% rispetto al 2011 fermandosi a quota 22,6 milioni di ettolitri (un valore che sta per essere superato da quello dell’export, che è a 21,5 milioni di ettolitri).

Ma quali sono i vini più bevuti dagli italiani? Il podio dei tre vini più bevuti, regione per regione, è il seguente (dati Coldiretti, elaborazione su dati SymophonyIri group):

Lombardia: vino più bevuto la Barbera, secondo il Lambrusco, terzo la Bonarda

Piemonte-Valle d’Aosta: vino più bevuto la Barbera, secondo il Dolcetto, terzo la Bonarda

Liguria: vino più bevuto la Bonarda, secondo la Barbera, terzo il Lambrusco

Veneto: vino più bevuto il Cabernet, secondo il Merlot, terzo il Lambrusco

Trentino Alto Adige: vino più bevuto il Teroldego, secondo il Merlot, terzo il Marzemino

Friuli Venezia Giulia: vino più bevuto il Merlot, secondo il Cabernet, terzo il Friulano

Emilia Romagna: vino più bevuto il Lambrusco, secondo il Sangiovese, terzo il Pignoletto

Toscana: vino più bevuto il Chianti, secondo il Morellino, terzo il Sangiovese

Umbria: vino più bevuto il Trebbiano, secondo il Sangiovese, terzo il Montepulciano

Marche: vino più bevuto il Verdicchio, secondo il Trebbiano, terzo la Passerina

Lazio: vino più bevuto il Chianti, secondo il Montepulciano, terzo il Vermentino

Abruzzo-Molise: vino più bevuto il Montepulciano, secondo il Trebbiano, terzo il Pecorino

Campania: vino più bevuto il Solopaca, secondo l’Aglianico, terzo il Lambrusco

Puglia: vino più bevuto il Sangiovese, secondo il Primitivo, terzo il Negroamaro

Calabria-Basilicata: vino più bevuto il Cirò, secondo il Nero d’Avola, terzo l’Aglianico

Sicilia: vino più bevuto il Nero d’Avola, secondo il Syrah, terzo l’Alcamo

Sardegna: vino più bevuto il Cannonau, secondo il Vermentino, terzo il Monica di Sardegna

Questo il commento della Coldiretti: “se è l’export a trainare il settore vinicolo, a livello nazionale è boom per gli acquisti di vini autoctoni, con un aumento del 24 per cento di bottiglie stappate nel 2012 per il Pecorino ma anche del 14 per cento per il Pignoletto fino al 10 per cento di incremento fatto segnare da Falanghina e Negroamaro. In Italia c’è ancora un forte localismo nella scelta dei vini. Nel tempo della globalizzazione gli italiani bevono locale, con il vino ‘chilometri zero’ che è il preferito nelle scelte di acquisto in quasi tutte le realtà regionali, dal Piemonte dove la Barbera e il Dolcetto sono i più gettonati alla Toscana dove in tavola si versa soprattutto Chianti e Morellino fino alla Sicilia con il Nero d’Avola e l’Alcamo in testa. Il forte legame del vino con il territorio di produzione, le abitudini di consumo, ma forse anche una maggiore attenzione dei cittadini al sostegno dell’economia locale in un momenti di crisi ha come risultato il fatto che le bottiglie più richieste sono quelle prodotte a livello regionale, da Sud al Centro fino al Nord del Paese. Percorrendo la Penisola dall’alto in basso spicca come i veneti diano la loro preferenza ai Cabernet e ai Merlot, manifestando una certa simpatia per il Lambrusco dell’Emilia-Romagna. Vino quest’ultimo che domina incontrastato nelle preferenze degli emiliano-romagnoli, che mettono al secondo e al terzo posto, rispettivamente, il Sangiovese e il localissimo Pignoletto. Nelle Marche impera il Verdicchio mentre in terza posizione per quanto riguarda le preferenze c’è l’autoctona Passerina. Molto territoriali anche gli abruzzesi che acquistano preferibilmente Montepulciano, Trebbiano e Pecorino. Solopaca e Aglianico sono i vini particolarmente graditi dai campani, mentre i pugliesi mettono in tavola, oltre al Primitivo e al Negroamaro, anche il Sangiovese toscano o emiliano. Infine, se saltiamo nella seconda isola italiana, i sardi dimostrano un grande attaccamento alle proprie vigne riempiendo i bicchieri degli autoctoni Cannonau, Vermentino e Monica di Sardegna. La domanda sostenuta di vini di produzione locale ha spinto la nascita a livello regionale di numerose realtà per favorirne la conoscenza, la degustazione e l’acquisto. Sono molte le aziende vitivinicole che aprono regolarmente o in speciali occasioni le porte ai visitatori per far conoscere la propria attività con i metodi di produzioni dal vigneto alla cantina. Sono circa 1300 i produttori di vino certificati che fanno parte della rete di vendita diretta di Campagna Amica, attraverso punti vendita e mercati degli agricoltori dove vengono offerti solo vini locali a chilometri zero”.

(Luigi Torriani)

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