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Frutta e verdura. Vendite a picco a inizio 2013

Il 2013 è iniziato bene soltanto sul fronte dell’export, che è ormai l’unico elemento di speranza per il futuro prossimo. I consumi alimentari, sul mercato interno, continuano a scendere. Con numeri sempre più preoccupanti per frutta e verdura (dati Coldiretti, elaborazione su dati Istat e Gfk).

 

Le difficoltà per il settore ortofrutticolo italiano hanno radici lontane. Tra il 2000 e il 2011 le vendite di frutta e verdura in Italia sono scese del 22%. Poi è arrivata la Crisi e ha determinato, dal 2008 in poi, un ulteriore crollo: nel 2008 la quantità media di frutta e verdura acquistata per famiglia in un anno era di 379 chili, per un totale di 8,4 milioni di tonnellate; nel 2012 la quantità è scesa a 331 chili, per un totale di 8 milioni di tonnellate (-2% sul 2011). E il primo mese del 2013 segna ulteriori record negativi: scende dell’11,3% il numero di famiglie che acquistano frutta e verdura, con un -4,2% nelle vendite di frutta e un -3% nelle vendite di verdure e ortaggi. Un crollo quindi superiore al dato medio dell’agroalimentare. Gli alimentari, in generale, scendono infatti nel primo mese del 2013 del 2,3% nelle vendite, con un -1,5% nei piccoli negozi, -1,5% nella Gdo, e -0,2% nei discount (ma ci sono anche numeri ben peggiori, per esempio per la carne bovina).

 

A parte la pastasciutta, vero e proprio Piatto della Crisi, che nel 2012 si è assestata su un +1% nelle vendite rispetto al 2011, sono in calo tutti gli ingredienti base della dieta mediterranea (pesce fresco -3% dal 2011 al 2012, vino -3%, ortofrutta -2%, olio di oliva -1%), e sono in aumento le vendite di cibi low cost di qualità inferiore (per esempio gli acquisti di olio di oliva, nel 2012, sono in generale in calo dell’1% in quantità, ma sono a +17% nei discount, a -3% nei supermercati, e a -31% nel dettaglio tradizionale). Le difficoltà economiche” – commenta la Coldiretti – “hanno provocato un profondo cambiamento degli stili di vita degli italiani a partire dall’alimentazione, con effetti anche sulla salute. Si registra un pericoloso abbandono dei principi base della dieta mediterranea che è universalmente conosciuta come importante nella prevenzione delle malattie, da quelle di stagione a quelle cardiovascolari fino ai tumori. Un elisir di lunga vita che combatte l’invecchiamento e che ha fino ad ora ha garantito agli italiani una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le più elevate al mondo”.

 

Nel frattempo l’innalzamento del contenuto minimo di succo di frutta nelle bibite dal 12 al 20%, che costituirebbe sia una svolta importante per la salute dei consumatori (sempre più minacciata dall’aumento dell’obesità e dalla diffusione di uno stile alimentare di tipo anglosassone) sia un aiuto fondamentale per il settore ortofrutticolo italiano, è stato approvato dal Parlamento ma è bloccato da mesi in fase di attuazione.

 

(Luigi Torriani)

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