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Formaggi italiani. Vola l'export

L’export dei formaggi italiani è in continua crescita, come mostrano i dati per il 2012 diffusi da Assolatte tra febbraio e marzo 2013 (si veda qui e qui). Numeri che confermano un trend che è di lungo periodo: dal 2000 al 2012 il volume dell’export di formaggi italiani è cresciuto del 77% (del 50% tra il 2002 e il 2012).

 

A fronte e a parziale compensazione del crollo dei consumi sul mercato interno, l’export agroalimentare italiano è – nel suo complesso – in forte ascesa, con numeri da record nel 2011, poi nel 2012, e un ottimo inizio di 2013. Sono i vini italiani il prodotto più esportato dell’agroalimentare Made in Italy, e l’Italia è il primo produttore e primo esportatore di vino al mondo. Dopo i vini, c’è il comparto caseario (poi, i salumi). I formaggi italiani, nel 2011, hanno superato i formaggi francesi anche in Francia, e sono da anni i prodotti alimentari più imitati e contraffatti al mondo (La “Delicata Mozzarella” e la “Mozzarella Italia” in Ungheria, la “Cambozola” in Germania, negli Stati Uniti il “Queso Provolone”, il “Romano Cheese”, il “Capri All Natural Goat Cheese” e il “Parmesan Sarvecchio”, il “Queso Estilo Parmesano” in Uruguay, il “Parmesao”, il “Gran Formaggio” e la “Ricota d’Italia” in Brasile,…, per tacere delle contraffazioni che riguardano più direttamente il mercato italiano, dal falso pecorino romano con marchio Galbani della Lactalis al caso incredibile del pecorino rumeno finanziato con soldi pubblici). E non dimentichiamo che il Grana Padano (colpito dal terremoto emiliano di fine maggio 2012 con danni per almeno 70 milioni di euro) non è soltanto il formaggio italiano più venduto ma è anche – in generale – il prodotto Dop più venduto al mondo (e proprio il 2012 ha visto attribuire il riconoscimento Dop a due nuovi formaggi italiani, lo Squacquerone e lo Strachitunt).

 

Ora i dati diffusi da Assolatte a marzo 2013 e relativi a tutto il 2012 fotografano una situazione di ulteriore crescita rispetto al dato – già ottimo – dell’export 2011 (+15% rispetto al 2010). Nel 2012 l’Italia ha esportato complessivamente oltre 300.000 tonnellate di formaggi, per un valore di quasi due miliardi di euro, e con una crescita rispetto al 2011 del 7% in volume e del 3,5% in valore. Numeri che confermano un trend positivo che è di lungo periodo: dal 2000 al 2012 il volume dell’export di formaggi italiani è cresciuto del 77% (del 50% tra il 2002 e il 2012). Il dettaglio dei principali formaggi dal punto di vista della quantità (volume) esportata è il seguente: Grana Padano e Parmigiano Reggiano a +7% (export 201 rispetto all’export 2011), Fiore Sardo e Pecorino a +10%, Mozzarella e altri formaggi freschi a +9%, Gorgonzola a +4%, Italico e Taleggio a +13%, Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano a +15%, Crescenza e Robiola con gli altri formaggi molli a +4%, Fontina a +0,4%, Provolone a +0,5%. Dal punto di vista del valore dell’export, Fiore Sardo e Pecorino Romano sono a +18% (export 2012 rispetto all’export 2011), Mozzarella e altri formaggi freschi a +8%, il Gorgonzola a +3%, Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano a +15% (mentre il provolone, pur essendo a +0,5% in quantità, è a -0,5% in valore). Il saldo import/export è con il segno più, perché il valore delle nostre esportazioni (1 miliardo e 975 milioni di euro) supera di 354 milioni di euro quello delle importazioni (1 miliardo e 621 milioni di euro).

 

I primi mercati di sbocco dei formaggi italiani sono – nell’ordine – Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito, che nel 2012 hanno importato 160.000 tonnellate, pari al 53% delle esportazioni italiane di formaggi a volume, con un 4,9% rispetto al 2011. In testa c’è sempre la Francia, con 63.600 tonnellate di formaggio importate dall’Italia nel 2012. Bene anche la Germania, con un +9,18% in quantità, per un totale di circa 40.000 tonnellate di formaggi italiani importate nel 2012. Bene anche la Gran Bretagna, con 26.900 tonnellate di formaggi italiani importate nel 2012 contro le 26.272 tonnellate del 2011, per un valore di 180,35 milioni di euro. Significativi, in Gran Bretagna, soprattutto i numeri di mozzarella e ricotta, con 12.500 tonnellate, cioè il 46,6% dell’export totale in quantità, poi Grana Padano e Parmigiano-Reggiano con 6.000 tonnellate, pari al 22,5%, poi i formaggi grattugiati, con 2.900 tonnellate (10,8%), il Gorgonzola (809 tonnellate), il Fiore Sardo e il Pecorino (724 tonnellate). Ottimi infine i numeri dei Paesi emergenti, i cosiddetti “Mist” (Messico, Indonesia, Corea del Sud e Turchia), che nel 2012 hanno complessivamente importato 3.700 tonnellate di formaggi Made in Italy, con un 27,8% rispetto al 2011.

 

(Luigi Torriani)

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