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Il Salame Felino diventa Igp. Salgono a 249 le Dop e Igp italiane

Con regolamento di esecuzione n. 186/2013 del 5 marzo 2013 il Salame Felino è ufficialmente iscritto dall’Unione Europea come Igp nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. Un registro che vede l’Italia al primo posto per numero di prodotti riconosciuti (ad oggi 249 tra Dop, Igp e Stg).

 

Le denominazioni d’origine per i prodotti alimentari europei rappresentano il 15% del comparto food comunitario e il 15% dell’export di cibi e bevande, per un giro d’affari annuo di 54 miliardi di euro (con in testa i vini, a 30 miliardi di euro di fatturato, seguiti dai formaggi, a 6,9 miliardi di euro, dai salumi, a 3,2 miliardi, e dalle birre, a 2,4 miliardi). Il riconoscimento Dop (Denominazione di origine protetta) è un marchio attribuito dall’Unione Europea a prodotti alimentari di pregio con qualità e caratteristiche totalmente legate a uno specifico e limitato territorio di produzione (clima, ambiente, tecniche di produzione tradizionali), e previo il rispetto di tutta una serie di regole specificate nel disciplinare di produzione. Igp (Indicazione geografica protetta) è un altro marchio di tutela giuridica rilasciato dall’Unione Europea ai prodotti tipici sula base di criteri meno stringenti rispetto a quelli dei Dop (si parla di una sola determinata qualità o caratteristica del prodotto che deve essere legata a una determinata area geografica, e il legame con l’area geografica può avvenire anche in un una sola fase del processo produttivo, produzione o trasformazione o elaborazione, purché la fase in questione sia decisiva per la qualità di pregio che rende Igp il prodotto). Stg (Specialità tradizionale garantita) è un marchio che ha criteri ancora meno stringenti dell’Igp, perché tutela dei prodotti alimentari con specificità legate a un metodo di produzione tradizionale, ma che non devono necessariamente avere un legame con una determinata area di produzione. L’Italia è leader europea per le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche protette, con 249 prodotti riconosciuti tra Dop, Igp e Stg (qui l’elenco completo, in continuo aggiornamento).

 

Dal 5 marzo 2013 (qui il testo del regolamento di esecuzione della Ue) il Salame Felino è ufficialmente un prodotto Igp. La zona di produzione corrisponde al territorio amministrativo della provincia di Parma, patria del salame, che prende il nome dal Comune di Felino, sede tra l’altro di un Museo del Salame. Il Salame Felino Igp si distingue per le caratteristiche di compattezza, consistenza non elastica, omogeneità, colorazione rosso rubino, gusto dolce e delicato, assenza di lattosio e di farine di latte, ph moderatamente alto. A differenza della gran parte dei salami in commercio viene insaccato esclusivamente in budello naturale, e mai in budello sintetico. Sul portale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali può essere consultato e stampato il testo completo del Disciplinare di Produzione del salame Felino Igp, che espone tutte le caratteristiche del prodotto e le regole da seguire nella produzione.


Con il riconoscimento della Igp al Salame Felino salgono a 37 le Dop e Igp prodotte nel territorio emiliano-romagnolo. Soddisfatto l’assessore all’agricoltura della regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni, che sottolinea l’importanza del riconoscimento comunitario per tutelare il vero salame Felino parmense dai tentativi di imitazione: “l’Unione europea ha registrato l’Indicazione Geografica Protetta ‘Salame Felino’ proposta dai salumifici parmensi. Ora i consumatori avranno la certezza che i salami tutelati dall’IGP provengono effettivamente dal territorio del Comune di Felino e dagli altri Comuni della provincia di Parma, frutto di una lavorazione avvenuta nel pieno rispetto della tradizione e dalla quale derivano sapori e caratteristiche senza eguali. Il salame di Felino, grazie a queste qualità, è noto ed apprezzato in tutto il mondo ed è per questo che molti produttori ‘fuori zona’, in Italia e in Europa, hanno avviato produzioni che si richiamano ad esso. Da oggi, salvo deroghe transitorie, questo non sarà più possibile.


(Luigi Torriani)

 

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