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Inflazione e spesa alimentare. Comincia male il 2013

In un periodo di crisi epocale come quello che stiamo vivendo, il fattore prezzo gioca sicuramente un ruolo decisivo nell’andamento dei consumi. E i dati Istat sull’inflazione a gennaio 2013 confermano una tendenza preoccupante già osservata nel 2012: mentre il potere d’acquisto delle famiglie italiane continua a calare, nel frattempo i prezzi di cibi e bevande continuano a crescere.


È vero che – stando a una recente Classifica dei tagli delle famiglie italiane di Coldiretti e Swg – la spesa alimentare risulta la voce di spesa meno tagliata dalle famiglie italiane, dopo le spese per i figli. D’altronde bisogna pur mangiare. Ma i dati Fipe segnalano che le famiglie italiane, tra il 2007 e il 2012, hanno comunque diminuito il budget destinato alla spesa alimentare di 11 miliardi di euro (al netto della dinamica dei prezzi), con un peggioramento ulteriore nel 2012.

Il fattore prezzo sicuramente non aiuta la tenuta dei consumi. In Italia gli alimentari costano il 6% in più della media Ue, e i dati Istat definitivi per il 2012 mostrano un aumento da record del carrello della spesa, con numeri superiori al dato nazionale complessivo sull’inflazione. E il 2013? Stando ai dati Istat sull’inflazione a gennaio 2013, l’anno che è appena iniziato segna un ulteriore aumento dei prezzi.

Questi, in sintesi, i dati Istat sull’inflazione nel settore alimentare nel mese di gennaio 2013: l’inflazione è in generale in aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente (dicembre 2012) e del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (cioè rispetto a gennaio 2012); il rincaro medio per i generi alimentari è del 3,2% su base annua, il rialzo maggiore degli ultimi quattro anni (da febbraio 2009); i prezzi dei vegetali freschi crescono del 9,2% su base mensile o congiunturale (cioè rispetto al mese precedente, dunque rispetto a dicembre 2012) e del 13,1% su base annua (dal 5,9% di dicembre); il prezzo della pasta è a +0,2% su base mensile e a +1,7% su base annua, il prezzo del pane a +0,1% su base mensile e a +1,9% tendenziale (cioè rispetto allo stesso mese dell’anno precedente), il prezzo del pesce fresco di acqua dolce a +1,6% su base mensile e a -0,5% tendenziale, il prezzo del pesce fresco di mare di pescata a +1,5% su base mensile e a +0,1% su base annua; i prezzi della frutta fresca a +0,5% su base mensile e a +8,4% su base annua (dal 6,6% di dicembre), i prezzi del caffè a +0,5% su base mensile e a +3,4% rispetto a gennaio 2012, il prezzo dei vini a +0,4% su base mensile e a +3,7% in termini tendenziali, il prezzo dell’olio di oliva a +0,4% su base mensile e a +0,7% in termini tendenziali.

(Luigi Torriani)

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